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Lo stile di vita
08 Gennaio 2026 - 14:40
Il Dry January è una sfida globale che invita le persone ad astenersi completamente dal consumo di alcol per l'intero mese di gennaio. In origine era nato per fare un "detox" dopo gli eccessi delle festività natalizie, ma ad oggi è un vero e proprio movimento.
Ecco alcuni cenni storici:
La Finlandia aveva già sperimentato un "Gennaio Sobrio" nel 1942, durante la guerra di "Continuazione" contro l'Unione Sovietica per massimizzare lo sforzo bellico, migliorare la produttività e mantenere l'ordine.
Circa sessant'anni dopo, nel 2011, la britannica Emily Robinson decise di smettere di bere per prepararsi al meglio a una mezza maratona. Notando benefici straordinari in termini di energia e sonno, diffuse l'idea. Nel 2013 l'associazione no-profit Alcohol Change UK trasformò l'esperienza di Emily in una campagna pubblica. Alla prima edizione parteciparono solo 4.000 persone, oggi invece i partecipanti sono milioni in tutto il mondo.
Un mese senza alcol è un vero e proprio reset per l'organismo. Gli studi condotti dall'Università del Sussex e altri istituti mostrano risultati tangibili già dopo 30 giorni come l'aumento della concentrazione (57%), la riduzione delle infiammazioni della pelle, una perdita di peso considerevole (58%) e un calo della pressione sanguigna e del grasso nel fegato, oltre al già citato miglioramento del sonno che riguarda il 71% dei partecipanti.
In Italia, il trend sta crescendo rapidamente, spinto soprattutto dalla Generazione Z e dai Millennial. Nonostante la nostra forte cultura del vino, il 2026 segna un record di adesioni. Molti volti noti, come Luca Argentero, sostengono pubblicamente la sfida definendola uno stile di vita e non una privazione.
Una dimostrazione tangibile della diffusione di questo nuovo stile di vita è il boom di vendite per birre analcoliche, vini dealcolati e mocktail (cocktail senza alcol).
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