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La truffa
23 Gennaio 2026 - 08:33
Un messaggio apparentemente urgente, una richiesta di aiuto economico per una spesa medica improvvisa e un account WhatsApp sottratto al legittimo proprietario per colpire una rete di contatti fidati. È questo il sofisticato schema criminale che nelle ultime settimane sta seminando preoccupazione tra Grinzane Cavour e Guarene. Tra le vittime eccellenti figura Manolo Allochis, ristoratore, il quale ha deciso di rendere pubblica la sua disavventura per mettere in guardia la cittadinanza.
La dinamica descritta dal ristoratore svela un modus operandi rapido ed efficace. I cyber-criminali, dopo aver ottenuto l'accesso abusivo al suo profilo WhatsApp, hanno inviato un messaggio standardizzato a circa cinquanta contatti presenti in rubrica. Nel testo si sollecitava l'invio immediato di un bonifico di 800 euro, giustificato come un pagamento urgente per "spese dentistiche".
Il primo segnale di anomalia è arrivato grazie alla prontezza di un fornitore del ristorante che, insospettito dal tono e dal contenuto del messaggio, ha deciso di contattare Allochis telefonicamente per una verifica. Mentre molti destinatari hanno intuito immediatamente l'inganno e altri si sono offerti di consegnare il denaro di persona.
Nonostante i sospetti di molti, la trappola è scattata per le persone più vicine al ristoratore, come il fratello e un collaboratore, che hanno disposto il bonifico. Un terzo potenziale danno è stato sventato solo all'ultimo istante: il padre di un dipendente, già diretto in banca per effettuare il versamento, ha deciso di chiamare Allochis proprio mentre si trovava allo sportello, fermandosi in tempo.
Un elemento tecnico particolarmente insidioso utilizzato dai truffatori è stato l'attivazione della funzione "messaggi effimeri". Questa impostazione ha fatto sì che le conversazioni fraudolente scomparissero automaticamente, rendendo impossibile per Allochis ricostruire integralmente quanto accaduto e vedere con chi i criminali avessero interagito, anche dopo aver ripreso il controllo del proprio account e della rubrica.
Il giorno seguente l’accaduto, Allochis ha sporto regolare denuncia presso il comando dei Carabinieri. Le prime indagini tecniche avrebbero individuato la destinazione dei fondi: un conto postale con sede a Ferrara. Tuttavia, le speranze di rientrare in possesso delle somme sono legate alla tempestività: le autorità hanno spiegato che è possibile procedere al congelamento del conto, ma se i criminali hanno già provveduto al prelievo del contante, il recupero diventa estremamente complesso.
Circa dieci anni fa, sempre nel mese di gennaio, lo chef fu protagonista di un altro celebre raggiro. Una finta cliente prenotò per quindici persone, convincendo il titolare ad acquistare per suo conto delle bottiglie di un prestigioso vino francese tramite un canale specifico, sostenendo che l'acquisto fosse precluso ai privati.
Il ristorante anticipò 450 euro, ma il gruppo non si presentò mai. Quella che sembrava una sfortuna isolata si rivelò una truffa seriale che colpì altri quindici locali tra il Piemonte e il Veneto. In quell'occasione, la determinazione di Allochis nel denunciare portò a un parziale risarcimento e il caso ebbe una tale risonanza da finire sotto i riflettori della trasmissione nazionale Striscia la Notizia.
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