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La scoperta
23 Gennaio 2026 - 11:15
Il ciclone Harry, che nelle ultime giornate ha colpito con estrema violenza il Sud Italia — interessando in particolar modo la Calabria, la Sicilia e la Sardegna — è stato il protagonista di un evento inaspettato sul litorale sardo. Proprio l'intensità delle mareggiate ha permesso il riaffiorare di anfore e sepolture risalenti all'epoca fenicia, databili in un arco temporale compreso tra il XII e il IV secolo a.C.
Il ritrovamento è avvenuto lungo le coste di Domus De Maria, in provincia di Cagliari, una delle località che ha dovuto fare i conti con i danni maggiori causati dall'ondata di maltempo. Questo comune del Sud-Ovest della Sardegna è celebre in tutto il mondo per ospitare la spiaggia di Chia, un paradiso naturalistico che oggi si riscopre anche sito archeologico di primaria importanza.
Il moto ondoso e l'erosione accelerata provocata dalla tempesta hanno rimosso spessi strati di sabbia, portando alla luce due tombe e numerosi reperti, tra cui vasi e anfore in buono stato di conservazione. L'area è stata immediatamente messa in sicurezza dai Carabinieri e poco dopo, sul posto è giunto il personale della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio che ha effettuato un primo sopralluogo tecnico per valutare lo stato dei manufatti. Secondo una nota ufficiale dell'Arma, le prime analisi visive confermano che i resti appartengono con ogni probabilità alla civiltà fenicia, a conferma dell'immenso patrimonio storico custodito dalle coste del Sud Sardegna, un tempo snodo fondamentale delle rotte commerciali nel Mediterraneo.
Non è la prima volta che la Sardegna stupisce per i suoi tesori nascosti. Il territorio e i suoi fondali sono un vero e proprio museo a cielo aperto. Solo nel 2023, nei pressi di Arzachena, furono rinvenute migliaia di monete di bronzo risalenti al 350 d.C., scoperte casualmente da un privato cittadino. La scoperta di Domus De Maria aggiunge un nuovo capitolo a questa cronaca di ritrovamenti fortuiti legati agli eventi atmosferici.
L'accesso alla zona rimane rigorosamente interdetto in attesa del personale specializzato. Nei giorni a venire, non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno, avranno inizio le operazioni di scavo scientifico e il recupero sistematico dei reperti. L'obiettivo è trasferire i manufatti in laboratori protetti per assicurarne la conservazione e avviare studi approfonditi.
Tuttavia, l'attenzione resta alta anche sul fronte meteorologico. Nonostante il ciclone Harry stia perdendo potenza dopo aver seminato distruzione, le previsioni per le prossime ore indicano ancora instabilità, con il rischio di nuovi rovesci e temporali che potrebbero ostacolare le delicatissime operazioni di recupero archeologico.
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