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Carnevale

Rito Romano e Ambrosiano: perché Milano festeggia dopo il Carnevale?

Dalla leggenda di Sant’Ambrogio alle differenze nella Messa: viaggio tra le antiche tradizioni che rendono unica la liturgia milanese rispetto al resto d'Italia

Rito Romano e Ambrosiano: perché Milano festeggia dopo il Carnevale?

Il Carnevale di quest'anno si preannuncia come un appuntamento precoce rispetto ad altri anni. Essendo una festività mobile, il suo calendario è intrinsecamente legato a quello della Pasqua. Quest'anno, le celebrazioni entreranno nel vivo a metà febbraio, ma con le consuete distinzioni tra la tradizione romana e quella milanese.

Le festività variano a seconda del rito seguito. Mentre gran parte d'Italia segue il rito romano, l'area milanese e parte della Lombardia osservano il rito ambrosiano, che prolunga i festeggiamenti di qualche giorno.

Il meccanismo che stabilisce le date del Carnevale è puramente astronomico e religioso. Tutto parte dalla Pasqua, che nel 2026 cadrà il 5 aprile (la prima domenica dopo il plenilunio che segue l'equinozio di primavera). Per il Rito Romano si sottraggono 46 giorni dalla data di Pasqua per trovare il Mercoledì delle Ceneri. Il periodo precedente a tale mercoledì è il Carnevale.

Per il Rito Ambrosiano, invece, la Quaresima non inizia di mercoledì, ma la sesta domenica prima di Pasqua. Questo ritardo liturgico regala ai milanesi quattro giorni in più di festa, spostando il culmine al sabato.

La differenza tra il rito Romano e quello Ambrosiano non è solo una questione di date, ma affonda le radici nella storia della Chiesa e in tradizioni liturgiche secolari. Il rito romano è quello seguito dalla quasi totalità della Chiesa Cattolica nel mondo, mentre il rito ambrosiano è tipico dell'arcidiocesi di Milano e di alcune zone limitrofe come Monza, Lecco, Varese e parti del Canton Ticino.

Nel rito romano lo scambio di Pace avviene dopo la preghiera del Padre Nostro e prima della Comunione. Nel rito ambrosiano, invece, avviene molto prima, subito dopo la Liturgia della Parola e prima dell'Offertorio, così da seguire il precetto evangelico di riconciliarsi con il fratello prima di presentare l'offerta all'altare. Per quanto riguarda la preghiera del Credo, nel rito ambrosiano viene recitato dopo l'Offertorio, non dopo l'Omelia. Un altro elemento distintivo è l'incenso: gli ambrosiani usano un turibolo che viene fatto roteare vorticosamente sopra la testa, mentre nel rito romano viene fatto oscillare avanti e indietro.

Anche i colori sono una peculiarità: durante la Quaresima, a Milano si usa il morello ossia un viola molto scuro, mentre nel rito romano si usa il viola classico.

Si narra che il prolungamento del Carnevale a Milano sia dovuto proprio al Santo Patrono. Secondo la tradizione, Sant'Ambrogio era impegnato in un pellegrinaggio e chiese alla popolazione di attendere il suo ritorno per iniziare le celebrazioni della Quaresima. I milanesi lo aspettarono, continuando a festeggiare fino al sabato, dando così inizio alla tradizione del "Carnevale vecchio".

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