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La scoperta
24 Gennaio 2026 - 17:15
La demenza è una vera emergenza sanitaria globale: le stime indicano che entro il 2050 circa 150 milioni di persone convivranno con questa condizione, un numero triplicato rispetto a oggi. Se l'invecchiamento della popolazione è la causa primaria, la scienza si sta concentrando con forza sui fattori modificabili. Nel 2024, la Commissione Lancet ha identificato 14 fattori tra cui fumo, depressione e isolamento sociale che, se gestiti correttamente, potrebbero prevenire il 40% delle diagnosi.
Oggi, un nuovo studio pubblicato su The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism aggiunge un tassello fondamentale: l'obesità non sarebbe solo correlata alla demenza, ma ne sarebbe una causa diretta, specialmente per la forma vascolare.
Lo studio ha individuato l'anello di congiunzione tra l'eccesso di peso e il danno cerebrale: l'ipertensione. La pressione alta agisce come il principale motore del deterioramento dei vasi sanguigni che irrorano il cervello.
L'attenzione si sposta ora sulla prevenzione farmacologica. Sebbene i farmaci per la perdita di peso non abbiano mostrato benefici evidenti una volta che il morbo di Alzheimer è già manifesto, la sfida si gioca d'anticipo.
La professoressa Ruth Frikke-Schmidt, autrice senior dello studio, sottolinea che il prossimo passo della ricerca sarà capire se l'uso di questi farmaci prima della comparsa dei sintomi cognitivi possa esercitare un effetto protettivo. In sostanza, ridurre il peso corporeo e stabilizzare la pressione in età giovanile o adulta potrebbe essere la chiave per prevenire la demenza vascolare in età avanzata.
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