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Le donne italiane, dedicano 16-17 anni alla cura: il divario con gli uomini resta

Tra caregiving non retribuito e carriere discontinue, le politiche devono affrontare le disuguaglianze di genere

Le donne italiane, dedicano 16-17 anni alla cura: il divario con gli uomini resta

Le donne italiane tra i 25 e i 29 anni passeranno circa il 29-30% della propria vita futura dedicandosi ad attività di cura di familiari, amici o vicini, secondo uno studio del programma Pnrr Age-It presentato dalla professoressa Cecilia Tomassini dell’Università del Molise. In termini assoluti, questo corrisponde a 16-17 anni di caregiving, circa quattro in più rispetto agli uomini della stessa età, che destinano al lavoro di cura il 22-23% della loro vita.

Lo studio evidenzia come la sostenibilità dei sistemi di assistenza di lungo periodo dipenda dal riconoscimento e dal supporto ai caregiver, soprattutto femminili. In Italia, infatti, sono 13,5 milioni le persone che quotidianamente offrono cure non retribuite.

Un altro report del programma Age-It, curato da Agar Brugiavini dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, sottolinea che il lavoro di cura non retribuito contribuisce a carriere discontinue e a pensioni più basse per le donne, con una media di 1.056 euro contro i 1.437 euro degli uomini.

Secondo i ricercatori, la maggiore longevità femminile non garantisce automaticamente benessere e sicurezza economica: la mancanza di tutele professionali aumenta la vulnerabilità socio-economica e influisce sulla salute nella vecchiaia. Affrontare l’invecchiamento diseguale richiede politiche integrate lungo tutto il ciclo di vita, riducendo le disuguaglianze di genere nel lavoro, nel reddito e nell’accesso ai servizi. La longevità, concludono, resta una conquista preziosa, ma senza interventi strutturali rischia di trasformarsi in una nuova fonte di disuguaglianza.

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