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Il progetto

Il mosaico dei segreti e dei messaggi che non abbiamo mai avuto il coraggio di inviare: ecco Unsent Project

Tra colori, rimpianti e note del telefono mai svuotate, il progetto di Rora Blue trasforma il silenzio in un archivio globale di amore e dolore

Il mosaico dei segreti e dei messaggi che non abbiamo mai avuto il coraggio di inviare: ecco Unsent Project

Tutti conserviamo nel telefono pensieri scritti di impulso e relegati alla cartella note rimasti lì finché il coraggio non è venuto meno o la ragione ha preso il sopravvento. Non sono semplici bozze, ma frammenti di verità, fotografie di momenti densi di significato, negativo o positivo. Proprio su questo bisogno silenzioso di liberarsi, l’artista Rora Blue ha costruito una cattedrale digitale: l'Unsent Project.

Lanciato nel 2015, questo archivio digitale si è trasformato in un esperimento sociale di massa. Ad oggi ospita decine di migliaia di contributi anonimi da ogni parte del mondo. Se inizialmente il progetto doveva essere solo una raccolta di testi mai inviati ai primi amori, oggi scorrendo le sue pagine, possiamo leggere scorci di vita e di situazioni. Non ci sono solo ex fidanzati mai dimenticati, ma messaggi rivolti a padri assenti, amici traditi, fratelli lontani e persino animali domestici che hanno lasciato un vuoto incolmabile. 

Il progetto di Rora Blue voleva indagare quale colore le persone associassero al proprio amore. Per questo, ogni messaggio è visualizzato su uno sfondo colorato scelto dal mittente.

Questa estetica trasforma il sito in un mosaico ipnotico: migliaia di quadrati colorati che gridano rimorso, dolore, speranza o liberazione. Sulla scia di questo successo, l'artista ha lanciato anche After the Beep, una raccolta speculare dedicata ai messaggi vocali.

Il concetto alla base di Unsent Project dialoga idealmente con una tradizione nata in Giappone nel 2010: il Telefono del Vento (Kaze no Denwa). Si tratta di una cabina telefonica isolata, non collegata ad alcuna linea, dove chi soffre per un lutto può entrare e parlare con chi non c'è più, affidando le proprie parole all'aria.

In definitiva, che si tratti di un pixel su uno schermo o di una vecchia cornetta telefonica, queste parole non sono rivolte solo all'altro, ma soprattutto a noi stessi. Conversare con il silenzio diventa così il modo più onesto per parlare con la nostra parte più intima, dicendo ad alta voce quello che, per l'altra persona e per il resto del mondo, rimarrà sempre un segreto.

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