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Televisione

“L’invisibile”: la miniserie sulla cattura di Messina Denaro arriva su Rai 1

In due serate, il 3 e 4 febbraio alle 21.30, Rai 1 racconta il lavoro del ROS e il sacrificio di chi combatte la mafia, con Guanciale, Levante e Gassmann nel cast

“L’invisibile”: la miniserie sulla cattura di Messina Denaro arriva su Rai 1

La storia della cattura di Matteo Messina Denaro, il boss di Cosa Nostra morto il 25 settembre 2023 a soli otto mesi dall’arresto, sarà raccontata nella miniserie in due puntate “L’invisibile”, trasmessa su Rai 1 il 3 e 4 febbraio alle 21.30 e disponibile successivamente su RaiPlay.

Il Colonnello Lucio Gambera, interpretato da Lino Guanciale, guida la squadra del ROS incaricata di catturare l’ultimo grande latitante di Cosa Nostra. Gambera, da anni sulle tracce del boss, riceve dal suo Comandante un ultimatum: tre mesi per completare l’operazione, altrimenti lui e la sua squadra saranno sostituiti.

La miniserie, prodotta da Pietro Valsecchi e diretta da Michele Soavi, segue la frenetica corsa contro il tempo della squadra di Gambera. A pochi giorni dalla scadenza, vengono scoperti alcuni pizzini nascosti a casa della sorella del boss, contenenti informazioni cruciali sulla sua salute e sulla clinica dove era seguito. Questi elementi permettono di organizzare un’operazione rischiosa che porta all’arresto di Messina Denaro dopo trent’anni di latitanza.

Nel cast figurano anche Levante e Leo Gassmann, prossimi protagonisti del Festival di Sanremo, che interpretano rispettivamente Ram, esperto di intercettazioni, e Maria, moglie di Gambera.

La direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati, ha spiegato che la miniserie vuole evidenziare il successo dello Stato nella lotta alla mafia, ribaltando il punto di vista: non è una storia sulla mafia, ma sulla determinazione di chi combatte contro di essa, all’interno di un racconto di servizio pubblico e civile.

Il regista Michele Soavi ha sottolineato che la serie mette in luce le difficoltà degli uomini “nell’ombra”, che spesso devono mentire ai propri familiari sulle indagini, e che il potere residuo del boss era tangibile nei luoghi da lui comandati, costringendo la produzione a girare nel Palermitano, dove era possibile lavorare con maggiore libertà e sicurezza.

Guanciale ha raccontato che il progetto lo ha appassionato subito, perché permette di mostrare il sacrificio e le sfide di chi porta avanti operazioni così delicate, cercando al contempo di mantenere una vita personale e affettiva.

Per Levante, l’esperienza sul set è stata una grande occasione di apprendimento, mentre Gassmann ha spiegato che il suo personaggio, pur essendo fuori posto nella vita, ha contribuito in modo significativo alla cattura di Messina Denaro.

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