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Curiosità

Tre fratelli cambiano cognome: «Facevano battute». Ecco come si può fare

Da Rimini la scelta di lasciare quello paterno per adottare il cognome della madre

Tre fratelli cambiano cognome: «Facevano battute». Ecco come si può fare

Il cognome è un’eredità che arriva senza chiedere permesso. Di solito lo si accetta e basta. Ma quando diventa motivo di ironie, anche solo di battute ripetute nel tempo, può trasformarsi in qualcosa di più ingombrante.

È quanto accaduto a tre fratelli di Rimini, che hanno chiesto e ottenuto di sostituire il cognome paterno, Bocchini, con quello della madre, Muratori.

La loro non è stata una reazione a un episodio grave, ma la conseguenza di un clima. Commenti e scherzi, il timore che il cognome potesse diventare bersaglio di ironie facili, soprattutto in contesti giovanili dove il confine tra battuta e dileggio è sottile.

La richiesta e il via libera

Il primo a muoversi è stato il fratello di mezzo nel 2022. La domanda è stata presentata alla Prefettura e nel 2023 è arrivata l’autorizzazione.

«Non aveva subito bullismo vero e proprio, ma qualche battuta sì», ha spiegato l’avvocata Cinzia Novelli, che ha seguito la pratica. Dopo il primo via libera, anche il fratello maggiore ha scelto di cambiare. Successivamente, i genitori hanno avviato la procedura anche per il più piccolo, 17 anni.

Il padre non si è opposto. «Ha le spalle larghe», ha raccontato la legale, sottolineando come la scelta sia maturata senza conflitti familiari.

Così, con un iter amministrativo e senza clamore, i tre ragazzi hanno modificato una parte della loro identità anagrafica.

Come si cambia cognome: cosa dice la legge

La procedura è disciplinata dal D.P.R. 396/2000.

Chi vuole cambiare cognome deve presentare domanda alla Prefettura della provincia di residenza, motivando la richiesta in modo dettagliato.

Possono farlo:

  • i maggiorenni direttamente;

  • per i minorenni, i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale.

Sono considerate valide motivazioni come:

  • cognomi ridicoli o vergognosi;

  • situazioni che espongono al ludibrio;

  • richiami a eventi traumatici;

  • elementi che creano confusione sull’identità personale.

Se la richiesta supera una prima valutazione, viene autorizzata la pubblicazione sull’albo pretorio del Comune per consentire eventuali opposizioni. Solo in assenza di contestazioni si arriva al decreto definitivo.

Non è invece possibile scegliere cognomi che possano far pensare a parentele illustri o titoli inesistenti: il cambio non può alterare la realtà anagrafica né creare equivoci.

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