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Il caso
17 Febbraio 2026 - 23:50
l governo spagnolo ha lanciato una dura offensiva legale contro i giganti del web, segnando un punto di rottura nei rapporti tra istituzioni e Big Tech. Il premier Pedro Sánchez, attraverso un messaggio dai toni netti, ha annunciato che il Consiglio dei ministri solleciterà formalmente la Procura affinché indaghi Meta, TikTok e X. L'accusa è gravissima: la creazione e la diffusione di materiale pedopornografico generato tramite l'intelligenza artificiale.
Al centro dell'indagine non vi è soltanto la circolazione di contenuti illeciti, ma il ruolo potenzialmente attivo degli strumenti di IA generativa integrati nei social, che sarebbero stati utilizzati per produrre immagini e video ritraenti abusi su minori.
Sánchez ha parlato di un vero e proprio attentato alla dignità e alla salute mentale dei giovani, dichiarando che lo Stato non può più tollerare quella che definisce l’impunità dei giganti. Il riferimento va anche a casi recenti, come le polemiche che hanno colpito la piattaforma X per l'uso improprio di Grok, lo strumento di intelligenza artificiale spesso utilizzato per manipolare immagini senza consenso.
Solo poche settimane fa, Sánchez aveva manifestato l’intenzione di vietare l’accesso ai social media ai minori di 16 anni, citando i danni irreversibili causati dall'esposizione a discorsi d'odio e contenuti inappropriati.
Se la Procura dovesse riscontrare reati effettivi, le conseguenze per le piattaforme potrebbero essere multe di portata massiccia e l'imposizione di vincoli tecnici o legali al funzionamento degli algoritmi in territorio spagnolo.
La mossa di Madrid potrebbe spingere l'intera Unione Europea ad adottare standard di responsabilità legale molto più severi per i gestori delle piattaforme.
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