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la giornata internazionale
21 Febbraio 2026 - 09:30
Ogni anno il 21 febbraio il mondo celebra la Giornata internazionale della Lingua Madre, istituita dall'UNESCO nel novembre del 1999 e osservata dal 2000 per promuovere la diversità linguistica, culturale e il poliglottismo. La data non è casuale: commemora il 21 febbraio 1952, quando alcuni studenti furono uccisi dalla polizia a Dacca, capitale dell'attuale Bangladesh, mentre manifestavano per il riconoscimento del bengalese come lingua nazionale dell'allora Pakistan. Un sacrificio che ha trasformato una rivendicazione linguistica in un simbolo universale di identità e libertà.
Le lingue non sono solo strumenti di comunicazione: sono veicoli di identità, integrazione sociale e sviluppo. Come sottolineava Irina Bokova, già Direttore Generale dell'UNESCO, le lingue madri sono fattori essenziali per la qualità dell'istruzione e per l'emancipazione delle persone e delle società. Insegnare nei primi anni di scuola nella lingua madre degli studenti — soprattutto per chi parla lingue minoritarie o indigene — favorisce la comprensione, stimola la creatività e promuove l'equità, in particolare per ragazze e donne. Il 16 maggio 2007 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la Risoluzione A/RES/61/266, ha chiamato gli Stati Membri a promuovere la conservazione di tutte le lingue del mondo, proclamando il 2008 Anno Internazionale delle Lingue.
Oggi, in un mondo in cui la diversità linguistica è sempre più minacciata, la posta in gioco è alta. Si stima che molte lingue siano a rischio di estinzione, portando con sé saperi, tradizioni e visioni del mondo irrecuperabili. Promuovere le lingue madri significa preservare un patrimonio culturale collettivo, costruire società più inclusive e alimentare quel dialogo interculturale su cui si fonda la convivenza. Perché ogni lingua che scompare è una finestra sul mondo che si chiude per sempre.
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