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Il misterioso ritorno della Sip, lo spot con Massimo Lopez tornato in onda

Una mossa geniale di Tim tra nostalgia e marketing riaccende i riflettori sulla storica pubblicità in attesa di Sanremo

Il misterioso ritorno della Sip, lo spot con Massimo Lopez tornato in onda

Domenica 22 febbraio, milioni di telespettatori italiani hanno vissuto una vera e propria scossa temporale. Tra un programma e l’altro, sulle principali reti Rai e Mediaset, è ricomparso un giovane Massimo Lopez davanti a un plotone di esecuzione. La scena è quella mitica del 1994: un condannato a morte che, come ultimo desiderio, chiede di fare una telefonata infinita. Lo slogan "Una telefonata allunga la vita" è tornato a risuonare nelle case degli italiani, scatenando immediatamente un vortice di reazioni sui social e migliaia di ricerche sul web.

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Il ritorno di questo capolavoro pubblicitario, ideato dall’agenzia Armando Testa e premiato a suo tempo a Cannes, non è affatto un errore tecnico. Dietro l'operazione c'è lo zampino di TIM, attuale proprietaria del marchio SIP, che ha trasmesso lo spot originale includendo una piccola nota legale in sovrimpressione. Si tratta di una strategia di marketing raffinata, un teaser lanciato proprio nei giorni che precedono l'inizio del 76° Festival di Sanremo, di cui l'azienda è uno degli sponsor principali.

Il tempismo è perfetto: l'effetto nostalgia ha colpito dritto al cuore chi ha vissuto gli anni novanta, mentre i più giovani hanno scoperto per la prima volta l'ironia di uno sketch diventato parte della cultura pop italiana. Con l’inizio della kermesse canora previsto per oggi, martedì 24 febbraio, il mistero è destinato a svelarsi. L'ipotesi più accreditata è che TIM stia preparando un sequel dello spot con un Massimo Lopez odierno, ancora impegnato nella sua conversazione infinita per evitare la fucilazione.

In un'epoca di comunicazioni veloci e digitali, la scelta di riproporre un contenuto così narrativo e umano rappresenta una mossa di rottura che ha già centrato l'obiettivo: far parlare di sé e creare attesa. Resta ora da capire se vedremo davvero il capitolo finale di questa storia infinita sul palco del Teatro Ariston, chiudendo un cerchio aperto ben 32 anni fa.

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