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Canestrelli di Biella, non chiamateli semplici biscotti: la storia (golosa) che pochi conoscono

Due cialde croccanti e una crema al cioccolato nel mezzo: tradizione piemontese dal 1805

Canestrelli di Biella, non chiamateli semplici biscotti: la storia (golosa) che pochi conoscono

Riduttivo definirli wafer. Limitante chiamarli solo biscotti. I Canestrelli di Biella sono un pezzo di storia dolciaria piemontese.

Una traccia scritta lo conferma: in un documento conservato alla Biblioteca Reale di Torino, lo storico Mario Rosazza ricorda che già nel 1805 a Biella si preparavano questi biscotti tipici.

Anche il nome ha un’origine suggestiva. Potrebbe derivare dai cestini di vimini in cui venivano lasciati raffreddare dopo la cottura. Oppure dal disegno a scacchiera dei ferri utilizzati per cuocerli, che richiama proprio la trama delle cialde.

Com’è fatto il canestrello biellese

Si tratta di un prodotto di pasticceria composto da due cialde rettangolari farcite con crema al cioccolato.

Gli ingredienti della cialda sono semplici e tradizionali: farina di grano e di mais, zucchero, burro, uova, sale, lievito. Alcuni pasticceri aggiungono anche vaniglia, spezie o un bicchierino di rhum.

La farcitura è a base di cioccolato e può includere nocciole e mandorle. Nelle versioni più recenti si trovano anche creme al caffè.

Il canestrello biellese ha una forma rettangolare, misura circa 9 centimetri per 4,5 e pesa all’incirca 15 grammi.

Croccante fuori, morbido dentro. Un dolce che nasce nelle case, si prepara per le feste e oggi è diventato uno dei simboli gastronomici di Biella.

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