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Flat tax sugli aumenti in busta paga: ecco chi ci guadagna e quanto

Dal 5% sui rinnovi contrattuali al 15% per lavoro notturno e festivi: le nuove regole del Fisco

Flat tax sugli aumenti in busta paga: ecco chi ci guadagna e quanto

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le istruzioni per applicare la nuova tassa piatta sugli aumenti in busta paga, attesa dai lavoratori dipendenti. Si tratta di due misure principali: la flat tax del 5% sugli aumenti legati ai rinnovi contrattuali e quella del 15% sulle maggiorazioni per lavoro notturno, nei festivi o nei giorni di riposo.

La riduzione del 5% riguarda i dipendenti privati con reddito da lavoro dipendente non superiore a 33mila euro e si applica agli aumenti derivanti da contratti collettivi firmati nel 2024, 2025 e 2026. La novità importante è che l’agevolazione vale solo sulle somme erogate dal 1° gennaio 2026 in avanti. Ad esempio, se un aumento era previsto a giugno 2025 e poi a giugno 2026, la tassa ridotta si applicherà solo sugli importi ricevuti nel 2026.

La misura riguarda solo gli aumenti retributivi e non include scatti di anzianità, straordinari o Tfr. Non è necessario fare domanda per usufruire dello sconto: chi ha avuto più datori di lavoro nel 2025 dovrà però comunicare all’attuale azienda i redditi percepiti altrove tramite le Certificazioni Uniche o una dichiarazione sostitutiva. Anche i lavoratori senza sostituto d’imposta, come i domestici, potranno applicare lo sconto nella dichiarazione dei redditi.

La flat tax del 15% riguarda invece le maggiorazioni per lavoro notturno, festivi o giorni di riposo, destinata ai dipendenti con reddito superiore a 40mila euro. Il beneficio fiscale massimo è di 1.500 euro l’anno e include anche le indennità di reperibilità. Sono escluse invece indennità di malattia, infortuni, maternità, Tfr, straordinari non festivi o notturni, così come somme previste da accordi aziendali o territoriali. L’agevolazione non spetta ai lavoratori di ristorazione e turismo.

Come per il 5%, non serve fare richiesta, ma chi ha avuto più datori di lavoro dovrà fornire all’attuale azienda le informazioni necessarie. Anche in questo caso, chi non ha un sostituto d’imposta potrà usufruire dello sconto in sede di dichiarazione dei redditi.

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