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Curiosità
04 Marzo 2026 - 10:25
Torino il 4 Marzo non è solo una data ma il nome di una suggestiva piazza in centro, Largo 4 Marzo, che rappresenta un vero e proprio viaggio nel tempo nel cuore pulsante del Quadrilatero Romano. Il suo nome è un omaggio a una delle date più significative della storia italiana: il 4 marzo 1848, data in cui Carlo Alberto promulgò lo Statuto Albertino, la carta costituzionale fondamentale per il Regno Sabaudo e il futuro Stato unitario, notizia che venne data alle stampe per la prima volta proprio tra queste vie, sulla Gazzetta Piemontese. Tuttavia, la storia della piazza nasconde un passato decisamente più turbolento e dai toni più cupi. Durante l'occupazione napoleonica, infatti, questo slargo cambiò nome in Place de la Révolution e divenne il teatro delle esecuzioni pubbliche. Proprio qui veniva montata la ghigliottina e la piazza risuonava delle grida della folla che assisteva ai patiboli, un contrasto quasi incredibile se passeggi oggi tra i tavolini all'aperto e i palazzi medievali.
Passeggiando nell'area, lo sguardo cade inevitabilmente sulle architetture storiche che la cingono. Sul lato settentrionale si imbocca via Torquato Tasso, dove i restauri di Riccardo Brayda alla fine del XIX secolo hanno riportato alla luce preziosi dettagli medievali, come le finestre monodore ornate in cotto. Poco distante, in via Egidi, una lapide ricorda il passaggio del poeta Torquato Tasso, che soggiornò a Torino nel 1578 proprio mentre iniziavano a manifestarsi i primi segni del suo declino fisico e mentale. Altrettanto rilevante è la Casa Broglia, all'angolo nord-est, un edificio del Cinquecento appartenuto a una nobile famiglia di Chieri; i suoi ampi archi al piano terra, un tempo sede di botteghe e locande, ospitarono per secoli ambasciatori e personalità di rilievo dirette a corte.
Un altro pilastro storico della piazza è la Casa del Senato, un edificio che affonda le radici nell'epoca romana, come dimostra l'allineamento perfetto della facciata con l'antico decumano. Identificata come possibile sede della Curia o del Praetorio, divenne in seguito il palazzo dei duchi longobardi e, in epoca sabauda, ospitò la Vicaria con funzioni giudiziarie. Nonostante i gravissimi bombardamenti del secondo conflitto mondiale, la facciata è sopravvissuta e un recente restauro ha integrato la struttura con una torre moderna e un trompe l'oeil che restituisce l'immagine dell'edificio così come appariva prima delle distruzioni belliche.
Nell'area centrale della piazzetta sorgono i monumenti dedicati a Giovanni Battista Botero e Felice Borella, fondatori della storica Gazzetta del Popolo che ebbe la sua prima sede proprio in questi paraggi. Accanto a loro si trova il busto di Casimiro Teja, celebre caricaturista e spirito ribelle della rivista satirica Pasquino, a cui dobbiamo la celebre espressione "Piove, governo ladro!". Curiosamente, questa parte non era prevista nei piani urbanistici originali del 1885: furono gli abitanti del quartiere a mobilitarsi con determinazione per impedire nuove costruzioni, ottenendo che lo spazio fosse destinato a giardino pubblico e curandolo direttamente con collette e donazioni.
Infine, la zona rende omaggio a grandi figure del comando e dello Stato. Verso il Municipio si celebra il Conte Verde, ovvero Amedeo VI di Savoia, leggendario condottiero che amava distinguersi nei tornei e nelle spedizioni militari per il colore smeraldo delle sue armi e dei suoi vessilli. Tornando ai tempi più recenti, al civico 5 di via IV Marzo una targa segnala la casa natale di Giuseppe Saragat, eletto quinto Presidente della Repubblica nel 1964. La sua figura sottolinea il forte legame tra il Piemonte e il Quirinale, ricordando come questa regione abbia dato i natali a ben tre Capi dello Stato, includendo anche Luigi Einaudi e Oscar Luigi Scalfaro.
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