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il caso

Tutti i teatri del mondo ce l'hanno con Timthoée Chalamet

«Opera e balletto non importano a nessuno». L'attore scatena la rivolta dei teatri internazionali. Dal Metropolitan alla Scala, la risposta del mondo della cultura alle parole della star

Tutti i teatri del mondo ce l'hanno con Timthoée Chalamet

Un'uscita infelice che ha sollevato un polverone globale. Timothée Chalamet, l'attore del momento e protagonista del prossimo film Marty Supreme, è finito al centro di una durissima polemica dopo alcune dichiarazioni rilasciate durante una conversazione con il collega Matthew McConaughey. La star statunitense ha affermato che a nessuno importerebbe più di generi classici come l'opera e il balletto, scatenando l'immediata reazione delle più prestigiose istituzioni culturali del mondo.

«Non voglio lavorare nell'opera o nel balletto, dove la gente dice: "Ehi, mantenete viva questa cosa", anche se a nessuno importa più», ha dichiarato Chalamet, aggiungendo poi con ironia di aver probabilmente appena perso «14 centesimi di spettatori». Sebbene l'attore abbia provato a correggere il tiro subito dopo, ribadendo il suo rispetto per chi lavora in quegli ambiti, il danno era ormai fatto. Le sue parole sono state lette come un attacco a forme d'arte che, nonostante le difficoltà, continuano a registrare sold out in tutto il mondo.

La replica del mondo del teatro non si è fatta attendere. Il Metropolitan Opera di New York ha pubblicato un video dei lavoratori dietro le quinte con la dedica: «Questa è per te, Timothée». Ancora più tagliente la LA Opera, che ha ironizzato: «Ti avremmo offerto dei biglietti omaggio per Akhnaten, ma è tutto esaurito». Anche l'Opéra di Parigi e la Royal Opera House di Londra hanno risposto con immagini di platee gremite, ricordando come l'opera e il balletto abbiano ispirato per secoli il cinema e la moda.

La gaffe arriva in un momento cruciale per l'attore, attualmente impegnato nella stagione dei premi per il suo ruolo in Marty Supreme. Molti critici sottolineano come snobbare arti così nobili sia un paradosso per chi ambisce all'Oscar, considerando quanto il cinema contemporaneo debba alla narrazione lirica e coreografica. Mentre il web si divide tra chi difende la "sincerità" della star e chi ne condanna l'arroganza, i teatri di tutto il mondo continuano a mostrare i propri numeri per dimostrare che, contrariamente a quanto pensa Chalamet, il pubblico ha ancora molta voglia di bellezza.

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