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Sanità
14 Marzo 2026 - 18:10
In occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla, che si celebra il 15 marzo, prende il via in Italia il primo progetto nazionale per stimare e monitorare i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna). Fino ad oggi, infatti, non esistono dati certi di prevalenza nazionale, ma solo tendenze derivanti da schede ospedaliere, accessi al Pronto Soccorso, registri post mortem ed esenzioni, che mostrano un aumento dei casi su tutto il territorio e difficoltà di accesso alle cure in alcune Regioni.
Il progetto, realizzato con il supporto tecnico e finanziario del Ministero della Salute – CCM, si intitola “Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione: monitoraggio epidemiologico del fenomeno per l’intercettazione precoce e una presa in carico tempestiva”. Coinvolge diverse Regioni, tra cui Emilia-Romagna, Marche e Puglia, e sarà operativo nelle prossime settimane.
Il progetto utilizza la piattaforma nazionale dell’ISS già attiva per il monitoraggio dei centri sul territorio (piattatormadisturbialimentari.iss.it). Attraverso di essa, sarà possibile registrare le strutture pubbliche e private accreditate che non lo hanno ancora fatto, e analizzare i dati relativi a:
ricoveri ordinari e in day hospital;
prestazioni territoriali, semi-residenziali e residenziali;
accessi al pronto soccorso;
tassi di mortalità e casi di suicidio o tentati suicidi.
L’obiettivo è intercettare precocemente i disturbi, individuare eventuali criticità nei percorsi di cura e implementare servizi e equipe multidisciplinari che garantiscano continuità nella presa in carico dei pazienti.
La mappatura dei centri
A febbraio 2026, la piattaforma ISS conta 232 strutture dedicate sul territorio nazionale: 56 associazioni e 176 centri di cura, di cui 141 del Servizio sanitario nazionale e 35 del privato accreditato.
La distribuzione geografica mostra un numero maggiore di associazioni al Nord (36) rispetto al Centro (11) e al Sud (9). Per quanto riguarda i centri di cura, 85 si trovano al Nord, 36 al Centro e 55 tra Sud e Isole.
I servizi offerti spaziano dall’intervento psicoterapeutico e psicoeducativo, a quello nutrizionale e farmacoterapeutico, fino ad attività ricreative, occupazionali o scolastiche, anche a domicilio. Le equipe sono composte da 2.091 professionisti guidati da 176 responsabili e referenti.
I centri prendono in carico tutte le fasce d’età, con maggiore attenzione a 13-17 anni (89%) e 18-25 anni (95%), ma alcune strutture seguono anche bambini dai 6 anni o meno (21%).
Secondo Rocco Bellantone, presidente dell’ISS, il progetto offrirà uno strumento concreto per dare dimensione e visibilità al fenomeno, permettendo di inserire le persone colpite in un percorso di presa in carico multidisciplinare stabile e continuativo.
Maria Luisa Scattoni, referente dell’ISS, aggiunge che l’obiettivo è avere un monitoraggio permanente, con dati aggiornati su tutti i livelli di assistenza sanitaria, utili a definire interventi, politiche sanitarie e percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA).
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