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C'è uno strumento che non è mai stato portato sul palco dell'Ariston, eccetto quest'anno

Parliamo dell'omnichord uno strumento direttamente uscito dagli anni '80

C'è uno strumento che non è mai stato portato sul palco dell'Ariston, eccetto quest'anno

Se avete seguito il Festival di Sanremo 2026, vi sarete chiesti cosa fosse quell'oggetto dalla forma ovoidale e futuristica stretto tra le braccia di Maria Antonietta. Non è un giocattolo né un tablet d'altri tempi, ma l'Omnichord, uno degli strumenti più peculiari della storia della musica elettronica, oggi protagonista di un'inaspettata seconda giovinezza grazie alla sua estetica unica e al suo suono inconfondibile.

Creato dalla Suzuki Musical Instrument Corporation nel 1981, l'Omnichord nacque originariamente come versione elettronica dell'autoharp. La sua particolarità risiede nell'interfaccia: invece di una tastiera tradizionale, presenta una serie di tasti per gli accordi e una strumplate, una piastra metallica sensibile al tocco. Sfiorandola con le dita, lo strumento genera arpeggi cristallini che seguono l'accordo premuto, simulando il movimento della mano sulle corde di un'arpa o di una chitarra.

Il suo suono, generato inizialmente da circuiti analogici, è diventato un'icona del pop sperimentale. Prima che la cantautrice pesarese lo rendesse il centro della sua estetica, l'Omnichord è stato il segreto di giganti della musica mondiale come Brian Eno, David Bowie e Damon Albarn, che lo utilizzò per il celebre attacco di Clint Eastwood dei Gorillaz.

Il revival dell'Omnichord nel 2026 non è però solo una questione di pura nostalgia. Dopo anni di produzioni digitali perfette, i musicisti sono tornati a cercare strumenti tattili e con una personalità definita. La sua estrema facilità d'uso lo rende uno strumento democratico, poiché non serve essere virtuosi del pianoforte per creare progressioni armoniche d'impatto. A questo si aggiunge un'estetica kitsch irresistibile e la presenza di preset ritmici che vanno dal valzer alla bossa nova, capaci di aggiungere un sapore retrò a ogni produzione indie-pop.

Proprio per celebrare questo rinnovato interesse, la Suzuki ha recentemente rilasciato l'OM-108, una versione moderna che mantiene i suoni analogici classici dell'originale ma aggiunge connettività contemporanea. In Italia, l'identità artistica di Maria Antonietta è ormai indissolubile da questo strumento. 

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