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SCIENZA

NASA, addio alla stazione in orbita: si punta tutto su una base stabile sul suolo lunare

Il direttore dell'agenzia sospende il progetto "Gateway": presenza umana fissa sulla superficie del satellite entro il 2028.

NASA, addio alla stazione in orbita: si punta tutto su una base stabile sul suolo lunare

In una mossa che segna una profonda revisione strategica per l’esplorazione spaziale statunitense, la NASA ha annunciato l'intenzione di sospendere il progetto "Gateway", la stazione spaziale inizialmente prevista nell'orbita lunare. L'obiettivo dichiarato dal nuovo direttore dell'agenzia, Jared Isaacman, è quello di concentrare risorse e tecnologie direttamente sulla realizzazione di una base permanente sulla superficie del satellite.

La decisione punta a favorire "operazioni sostenute" sul suolo lunare, riutilizzando l'hardware già sviluppato e onorando gli impegni con i partner internazionali, tra cui l'Agenzia Spaziale Europea (ESA). La stazione Gateway, pur essendo un pilastro del programma Artemis, era stata oggetto di critiche per l'eccessivo dispendio di risorse che avrebbero potuto distogliere l'attenzione dall'obiettivo primario: il ritorno dell'uomo sulla Luna e, in prospettiva futura, la missione verso Marte.

Nonostante la ristrutturazione del programma, la NASA conferma l'obiettivo di riportare gli americani sulla superficie lunare entro il 2028. Nel frattempo, l'attenzione è rivolta alla missione Artemis 2, il cui lancio è ora previsto per l'inizio di aprile. Questa missione effettuerà il primo sorvolo della Luna con equipaggio in oltre mezzo secolo, fungendo da test cruciale per i sistemi di volo.

Parallelamente, l’agenzia prosegue lo sviluppo di missioni scientifiche di supporto, come HelioSwarm, una costellazione di nove satelliti progettata per studiare il vento solare e le interazioni magnetiche tra il Sole e la Terra, fondamentali per proteggere le future infrastrutture tecnologiche sulla Luna.

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