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07 Aprile 2026 - 16:50
La missione NASA che riporterà l’uomo in orbita lunare offre molto più di semplici tubetti e pasti insipidi: ecco cosa mangiano gli astronauti a bordo di Artemis II.
Il menù di Artemis II comprende oltre 180 prodotti, tra pasti principali, snack e bevande. La varietà non è un lusso, ma una necessità: ogni alimento è studiato per mantenere gli astronauti in forma, lucidi e reattivi durante il viaggio di dieci giorni nello Spazio profondo.
A bordo della capsula Orion non è possibile portare cibi freschi: frutta, verdura e altri alimenti deperibili sono esclusi. Tutto deve resistere senza frigorifero per settimane. Per questo motivo si prediligono cibi reidratabili, termostabilizzati e irradiati, già pronti o quasi, da scaldare o ricostruire con l’acqua.
Un dettaglio cruciale nello Spazio è la microgravità: le briciole non cadono a terra, ma fluttuano, rischiando di danneggiare strumenti delicati. Per questo gli astronauti consumano soprattutto tortillas, morbide e facili da maneggiare, molto più pratiche del pane tradizionale.
L’acqua per reidratare i cibi arriva da un distributore speciale, mentre la cucina è ridotta a un compatto scaldavivande, poco più grande di una valigetta.
Il menù è tutt’altro che monotono:
Colazione: granola ai mirtilli, quiche di verdure
Pranzo e cena: mac and cheese, salsicce, cous cous con frutta secca, punta di petto di manzo al barbecue
Contorni: broccoli gratinati, fagiolini speziati, zucca e cavolfiore
Dolci: budini, torte, mandorle glassate
Le bevande includono caffè, smoothie alla pesca e mango, sidro di mele, limonata, con un massimo di due bevande aromatizzate al giorno. Chi ama i sapori intensi può contare su cinque tipi di salsa piccante.
Ogni membro dell’equipaggio segue un piano alimentare su misura, progettato con nutrizionisti ed esperti. Le calorie, l’idratazione e l’equilibrio dei nutrienti sono calcolati nel dettaglio.
Prima del lancio, l’equipaggio assaggia e valuta i piatti, approvando solo quelli adatti. I pasti vengono poi confezionati in contenitori con autonomia di due o tre giorni, lasciando un minimo di libertà nella scelta. Durante il lancio e il rientro, invece, si consumano solo pasti pronti, perché non è possibile reidratare i cibi liofilizzati.
Mangiare nello Spazio non è solo nutrizione: è un momento di relax e condivisione, uno dei pochi rituali “terrestri” che rimane anche a centinaia di migliaia di chilometri dalla Terra. Tra una tortilla e un caffè, l’equipaggio mantiene un legame con la quotidianità e il comfort di casa.
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