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L'addio di Ryanair, stop ai voli per 400.000 passeggeri

La compagnia low cost chiude le rotte verso l'arcipelago per l'impennata dei costi aeroportuali e delle tasse ambientali

L'addio di Ryanair, stop ai voli per 400.000 passeggeri

Dal 29 marzo 2026, l’arcipelago delle Azzorre è diventato ufficialmente più lontano per migliaia di viaggiatori. Ryanair ha infatti interrotto definitivamente tutti i propri collegamenti da e per le isole portoghesi, chiudendo una presenza storica che aveva contribuito in modo determinante al boom turistico dell'area negli ultimi anni. La decisione della compagnia low cost colpisce sei rotte chiave e avrà un impatto stimato su circa 400.000 passeggeri l'anno. Chi aveva pianificato una vacanza in questo paradiso naturalistico nel cuore dell'Atlantico dovrà ora rivolgersi ad altre compagnie, con il rischio concreto di andare incontro a opzioni più limitate e tariffe sensibilmente più elevate.

Alla base dell'addio non c'è una mancanza di domanda, ma un duro scontro economico tra il vettore irlandese e ANA Aeroportos de Portugal, il gestore degli scali portoghesi. Ryanair accusa ANA di aver aumentato le tariffe aeroportuali in modo sproporzionato nel periodo post-pandemia. A questo si aggiungono l'impennata dei costi per il controllo del traffico aereo e l'introduzione di una nuova tassa sui passeggeri, un mix che la compagnia definisce insostenibile per mantenere il proprio modello di business a basso costo sulle rotte atlantiche. Dal canto suo, ANA respinge ogni accusa, sostenendo che le tariffe applicate negli scali portoghesi restano tra le più competitive d'Europa. Tuttavia, la strategia di Ryanair è stata netta: gli aeromobili precedentemente basati o destinati alle Azzorre sono stati trasferiti verso mercati ritenuti più vantaggiosi e con costi di gestione inferiori, come Malta, Marrakech e Budapest.

La vicenda solleva anche dubbi sull'efficacia delle politiche ambientali europee. Ryanair punta il dito contro il sistema EU ETS, il meccanismo che impone costi legati alle emissioni di CO2. Secondo il vettore, queste normative finiscono per penalizzare proprio le destinazioni periferiche e le tratte brevi, rendendo i voli low cost meno convenienti e meno accessibili. Per le Azzorre, la perdita di un player così importante rappresenta un duro colpo per l'economia locale, fortemente dipendente dai flussi turistici internazionali. Sebbene i collegamenti con le principali città europee restino garantiti da altre compagnie di bandiera e vettori regionali, la fine dell'era low cost segna un cambio di passo che potrebbe ridisegnare il profilo del turismo nell'arcipelago.

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