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Il caso

Gerry Scotti e la gaffe sugli insegnanti di sostegno: arrivano le scuse

Dopo le critiche delle associazioni e delle famiglie, il conduttore Mediaset chiarisce l'episodio della Ruota della Fortuna: «Volevo parlare di precarietà, ma sono stato superficiale».

Gerry Scotti e la gaffe sugli insegnanti di sostegno: arrivano le scuse

Il conduttore Mediaset Gerry Scotti è finito al centro di una dura polemica a causa di un'uscita infelice pronunciata durante una puntata del celebre game show La Ruota della Fortuna. L'episodio ha avuto origine dalla presentazione di una concorrente, docente di materie umanistiche che ha spiegato di essere attualmente impegnata nel ruolo di insegnante di sostegno. La replica di Scotti — «Lo so che chi vuole fare il vostro lavoro deve accettare quello che passa il convento» — è stata immediatamente percepita come una svalutazione di una figura professionale cruciale.

Le parole del conduttore hanno sollevato un'ondata di sdegno tra le famiglie degli studenti con disabilità e le associazioni di categoria. La critica principale riguarda la rappresentazione del sostegno come un mero "ripiego" o una soluzione di fortuna per ottenere un impiego nel mondo dell'istruzione, piuttosto che come una specializzazione fondamentale scelta per vocazione.

Tra gli interventi più significativi si registra quello dell' Associazione APS Asperger. La presidente Marie Helene Benedetti ha sottolineato come la frase di Scotti sia stata la spia di una criticità culturale e strutturale radicata: l'idea che il sostegno venga troppo spesso considerato dal personale scolastico come una fase transitoria o un compromesso necessario per la carriera.

Consapevole della gravità dello scivolone, Gerry Scotti ha avviato un percorso di chiarimento immediato. Inizialmente ha affidato ai propri canali social un messaggio in cui definiva le proprie affermazioni «superficiali», assicurando di non aver mai avuto l'intenzione di offendere i docenti, gli alunni o le loro famiglie.

Successivamente, il conduttore ha scelto di scusarsi pubblicamente anche durante la messa in onda del programma. Ammettendo la propria «leggerezza» e «ignoranza», ha spiegato che il suo obiettivo originario era quello di denunciare la condizione di precarietà dei giovani insegnanti in Italia. Nonostante ciò ha riconosciuto di aver utilizzato termini inappropriati che hanno finito per ferire chi vive quotidianamente la realtà della disabilità. Chiedendo scusa ai genitori e agli operatori del settore, il conduttore ha cercato di chiudere l'incidente riaffermando l'importanza e la delicatezza del ruolo ricoperto dai docenti di sostegno.

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