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Salute e prevenzione

Dismorfia digitale: l’allarme dei dermatologi sui filtri social e la percezione del corpo

La SIDeMaST segnala la crescita del fenomeno legato ai social media: sempre più persone inseguono un ideale estetico irrealistico

Dismorfia digitale: l’allarme dei dermatologi sui filtri social e la percezione del corpo

Nel panorama della salute e benessere, cresce la preoccupazione degli specialisti per un fenomeno sempre più diffuso tra i giovani e gli adulti: la cosiddetta dismorfia digitale. A rilanciare l’attenzione è la SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse), in occasione del suo 99° congresso nazionale “Innovazione e ricerca: il futuro della dermatologia”, in corso al Palacongressi di Rimini dal 21 al 24 aprile 2026.

L’impatto dei social sull’immagine di sé

Secondo gli esperti, i social media stanno modificando profondamente il modo in cui le persone percepiscono il proprio aspetto fisico. L’uso quotidiano di piattaforme digitali, unito a filtri fotografici e strumenti di fotoritocco sempre più sofisticati, contribuisce a creare modelli estetici spesso irrealistici.

La conseguenza è una crescente distanza tra immagine reale e immagine digitale, che può generare insoddisfazione e distorsioni nella percezione di sé.

Filtri e perfezione irraggiungibile

Le immagini condivise online mostrano frequentemente volti privi di imperfezioni, con pelle levigata e tratti idealizzati. Questa rappresentazione “perfetta” non corrisponde alla realtà biologica della pelle, ma diventa comunque un riferimento estetico per molti utenti.

Gli specialisti segnalano un aumento di richieste in ambito dermatologico: sempre più pazienti chiedono trattamenti estetici per somigliare alla propria versione filtrata o a immagini viste online.

Cos’è la “digitized dysmorphia”

Il fenomeno viene definito in letteratura anche come “social media dysmorphia” o dismorfia digitalizzata. Si tratta di una forma di insoddisfazione corporea alimentata dal confronto continuo con immagini modificate digitalmente.

Come spiegano gli esperti della SIDeMaST, il rischio principale è inseguire un ideale estetico irrealistico, dimenticando che la pelle e il corpo umano presentano caratteristiche naturali, variabili e individuali che non dovrebbero essere uniformate a standard artificiali.

L’allarme degli specialisti

Secondo la professoressa Maria Concetta Fargnoli e la dermatologa Roberta Giuffrida, il fenomeno è in crescita e riguarda sempre più fasce di popolazione. Gli specialisti sottolineano l’importanza di una corretta informazione scientifica e di un uso più consapevole degli strumenti digitali.

L’obiettivo non è demonizzare la tecnologia, ma promuovere un rapporto più equilibrato con l’immagine di sé, riducendo l’impatto dei modelli estetici irrealistici diffusi online.

Un problema culturale prima che estetico

La dismorfia digitale non è solo una questione estetica, ma anche psicologica e culturale. Il continuo confronto con immagini perfezionate può influenzare l’autostima e la percezione del proprio valore personale.

Per gli esperti, riconoscere il confine tra realtà e rappresentazione digitale è fondamentale per prevenire conseguenze più profonde sul benessere psicologico e sulla salute mentale.

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