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economia
25 Aprile 2026 - 21:15
nuovi dati diffusi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e rielaborati dagli analisti confermano una gerarchia economica italiana consolidata, seppur con segnali di crescita diffusa. Milano si conferma la capitale indiscussa dei redditi in Italia, con una media complessiva di 40.316 euro per contribuente, segnando un incremento del 3,3% rispetto all'anno precedente.
Dietro la "locomotiva" milanese, il panorama dei capoluoghi evidenzia ottime performance in tutto il Centro-Nord. Monza (35.628 euro) e Bergamo (34.263 euro) seguono a ruota, mentre Bologna mostra una delle crescite più dinamiche (+4,2%), raggiungendo i 32.302 euro. Roma, pur restando sopra la media nazionale con 31.423 euro, deve fare i conti con un Lazio che al suo interno mostra forti squilibri tra il centro urbano e le province. Più staccata Napoli, che pur crescendo del 3,5%, si ferma a 24.388 euro.
La classifica assoluta dei comuni è, come spesso accade, influenzata dal numero ridotto di contribuenti. In vetta svetta Maccastorna (Lodi), che grazie a soli 76 residenti balza a 72.157 euro di media (+195,8%). Seguono la toscana Lajatico e la ligure Portofino, quest'ultima in netto calo (-30,9%) a causa di spostamenti di residenza di alcuni grandi contribuenti.
A livello regionale, la Lombardia si conferma il cuore finanziario del Paese (29.421 euro medi), tallonata da Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna. Il fondo della graduatoria resta invece occupato da Calabria, Molise e Puglia. Il divario sociale è evidente anche guardando ai singoli quartieri: mentre Milano domina con zone come CityLife e Brera, la zona con i redditi più bassi d'Italia si conferma nel centro storico di Palermo (CAP 90122).
In questo scenario, il polo torinese e piemontese continua a rappresentare un bacino di stabilità, inserendosi stabilmente nel gruppo di testa delle province italiane, con Milano, Bologna e Monza che guidano la crescita dei patrimoni dichiarati.
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