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Curiosità
29 Aprile 2026 - 23:00
In questi giorni molte città italiane, soprattutto in Pianura Padana, si stanno riempiendo di una curiosa “neve di primavera”: piccoli batuffoli bianchi che volano nell’aria e si depositano su strade e parchi. Un fenomeno suggestivo, ma spesso frainteso.
Quelli che comunemente vengono chiamati “pioppini” non sono affatto pollini, bensì pappi, ovvero strutture leggere prodotte dal pioppo per disperdere i propri semi. Si tratta, in sostanza, dei frutti della pianta, dotati di filamenti simili al cotone che permettono al vento di trasportarli anche a grandi distanze: un meccanismo noto come disseminazione anemocora.
Nonostante l’aspetto possa trarre in inganno, questi fiocchi non sono responsabili delle allergie primaverili. Il vero polline del pioppo, tra l’altro poco allergizzante, viene rilasciato settimane prima ed è invisibile a occhio nudo. Quando i pappi iniziano a circolare, la fase di impollinazione è già conclusa da tempo.
Come evidenziato da ARPA Veneto, i pappi sono composti principalmente da cellulosa, una sostanza naturale e non allergenica. Il motivo per cui molte persone accusano sintomi proprio in questo periodo è legato alla contemporanea presenza nell’aria di pollini altamente allergizzanti, come quelli delle graminacee, che raggiungono il picco proprio tra aprile e maggio.
Tuttavia, i pappi possono comunque contribuire al fastidio: sulla loro superficie possono infatti depositarsi pollini di altre piante o polveri sottili, diventando così un veicolo involontario di sostanze irritanti. Inoltre, se inalati o a contatto con gli occhi, possono causare una semplice irritazione meccanica.
Il fenomeno è tipico degli esemplari femminili di pioppo, molto diffusi lungo fiumi e aree urbane. In Italia le specie più comuni sono il pioppo nero, il pioppo bianco e il cosiddetto pioppo cipressino, alberi che possono superare i 30 metri di altezza e che fioriscono tra fine inverno e inizio primavera.
Per limitare la diffusione di questa “neve” vegetale nelle città, negli ultimi anni si tende a piantare prevalentemente esemplari maschili, che non producono pappi.
In definitiva, dietro questo spettacolo leggero e quasi poetico si nasconde un fenomeno naturale importante per la riproduzione delle piante, ma che – complice la stagione – finisce spesso per essere accusato ingiustamente dei disagi legati alle allergie.
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