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economia
29 Aprile 2026 - 23:15
Quello che per generazioni è stato il simbolo della cena fuori casa accessibile a tutti, oggi rischia di diventare un piccolo lusso. L’ultima indagine di Altroconsumo, basata sui dati dell’Osservatorio del Ministero delle Imprese, fotografa una realtà inequivocabile: il costo di una pizza accompagnata da una bibita è aumentato del 4,4% nell'ultimo anno, segnando un balzo complessivo del 26% rispetto a soli cinque anni fa.
L'indagine condotta su 30 città italiane mostra un Paese profondamente diviso. In cima alla lista dei centri più cari svetta Bolzano, dove per una pizza e una bibita si spendono mediamente 15,04 €, seguita da Palermo e Sassari. Anche il capoluogo piemontese si colloca nel gruppo di testa, superando la media nazionale insieme a Milano, Venezia e Firenze. Al contrario, le città più economiche si confermano Reggio Calabria e Livorno, dove è ancora possibile cenare con meno di 10 euro.
Se si guarda al confronto con il 2021, i dati sono ancora più sorprendenti. Palermo guida la classifica dei rincari con un incremento del 60%, seguita a ruota da Napoli (+51%). È un segnale forte: anche nella patria della pizza, i costi delle materie prime e della gestione hanno stravolto i listini. In controtendenza spicca solo Parma, l'unica città del campione a registrare una leggera flessione nel lungo periodo, mentre centri come Ancona e Perugia mostrano una maggiore stabilità.
Oltre al prezzo medio, emerge un fenomeno nuovo: l'estrema variabilità interna alle singole città. Non esiste più un prezzo unico, ma una "forbice" sempre più ampia tra le pizzerie tradizionali e i locali di fascia alta. A Milano e Firenze si può passare da scontrini di 8 euro a conti che superano i 22 euro per lo stesso pasto.
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