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IL FATTO
27 Febbraio 2026 - 13:25
Un atto brutale che ferisce il territorio e le tasche dei cittadini. Nelle scorse ore, tra i boschi che circondano l’area verde della zona Diletta-Paradiso, sono stati rinvenuti i resti di due vitelli in decomposizione. Non un incidente, ma un abbandono deliberato che configura un grave reato penale, ambientale e sanitario.
Qualcuno, per evitare i costi e le procedure obbligatorie di smaltimento, ha scelto di trasformare il bosco in una discarica abusiva, ignorando i rischi di contaminazione del suolo e delle acque in un'area delicata come quella delle Vaude. Il sindaco Enrico Vallino ha definito il gesto «ignobile», sottolineando come l'irresponsabilità di pochi ricada sull'intera comunità: è stato infatti il Comune a dover attivare d'urgenza il servizio veterinario dell’Asl TO4 per il recupero e l’incenerimento delle carcasse.
La vicenda riaccende i riflettori sul tema del pascolo vagante nel Canavese. Nonostante le norme impongano tracciabilità e comunicazione degli spostamenti delle mandrie, episodi di questo tipo dimostrano falle nei controlli. Se un animale muore durante il pascolo, la legge (rafforzata nel 2012) obbliga il proprietario a seguire canali autorizzati; l'abbandono tra i rovi è una fuga dalle responsabilità che può diffondere agenti patogeni e attirare fauna selvatica.
Oltre all'orrore visivo, c'è il danno economico: l'intervento di bonifica è oneroso e viene pagato dai contribuenti. Le autorità invitano ora i cittadini a segnalare ogni movimento sospetto nelle zone isolate per cercare di risalire ai responsabili di questo scempio.
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