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13 Aprile 2026 - 21:20
La bomba a mano e, a destra, i danni al locale
«Diego! Apri la porta!». Diego Somà però quella porta non la apriva. «Non riesco», ripeteva ai poliziotti in tenuta antisommossa che bussavano furiosamente al suo appartamento al nono piano di corso Mortara. Erano le due di notte e sotto la palazzina c’era una scena da film: gli agenti dell’Upgsp, della Squadra mobile, le Unità operative di primo intervento del Reparto prevenzione crimine, due negoziatori della polizia, gli artificieri, l’unità cinofila anti-esplosiva, pompieri e Italgas. Una maxi-operazione per arrestare Diego Somà, 45enne pluripregiudicato che poche ore prima, alle 21 di ieri, domenica 12 aprile, aveva esploso un colpo d’arma da fuoco contro la vetrina del Sibora Bar, in corso Vercelli angolo via Cuneo. Somà, che è in carrozzina, aveva avuto una discussione con un altro avventore del bar. Poi, dopo essersi allontanato, era tornato armato. I due avevano continuato la lite fuori dal bar e ad un certo punto il 45enne ha sparato, col fucile, contro la vetrina, infrangendola.
In corso Vercelli è arrivata la volante del commissariato Barriera Milano, più la Scientifica. Sono iniziati i rilievi e, sul posto, c’erano chiavi appartenenti allo sparatore. Le indagini della Squadra mobile hanno permesso di identificare il responsabile e il suo domicilio. I poliziotti, a quel punto, si sono diretti in corso Mortara, a fianco di Parco Dora. C’è stato bisogno dell’intervento dei reparti speciali della polizia, compresi i negoziatori, perché Diego Somà non voleva aprire la porta. Porta che è stata forzata e gli agenti hanno fatto irruzione nell’alloggio, facendo le seguenti scoperte: un fucile a canne mozze e un sacchetto con le munizioni nell’armadio della camera da letto; soprattutto, sotto il materasso del letto c’era una bomba a mano M75 perfettamente funzionante con una cordicella collegata alla spoletta e pronta all’uso. Un ordigno fabbricato in Jugoslavia e utilizzato nella Guerra dei Balcani.

A quel punto sono arrivati artificieri e cinofili anti-esplosivi e il palazzo è stato evacuato. Le volanti e la Mobile hanno arrestato Diego Somà, “trasfertista” delle rapine in quanto parte di una banda che in passato aveva ripulito alcune banche in Liguria. Un uomo che, da pochissimo, viveva in una casa popolare al nono piano del complesso Atc di corso Mortara. «E’ arrivato quindici giorni fa - raccontavano gli inquilini - e aveva una carrozzina che andava veloce». Carrozzina e un mini-arsenale, con fucile e bomba delle guerre balcaniche.
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