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Rosanna Arquette contro Quentin Tarantino: "Il suo linguaggio è razzista e sgradevole"

L'attrice di 'Pulp Fiction' attacca il regista per l'uso eccessivo di termini dispregiativi nei suoi film.

Rosanna Arquette contro Quentin Tarantino: "Il suo linguaggio è razzista e sgradevole"

Non c'è pace per Quentin Tarantino. Dopo le recenti critiche per le sue posizioni politiche e gli attacchi ad alcuni colleghi attori, il regista finisce nel mirino di una delle sue storiche interpreti. Rosanna Arquette, protagonista della celebre scena della "colazione" in Pulp Fiction, ha rilasciato dichiarazioni durissime sull'uso del linguaggio razziale nella filmografia del regista di Knoxville.

Al centro della controversia c'è l'uso sistematico della "N-word" (un termine dispregiativo contro la comunità nera), che in film come Django Unchained viene pronunciato oltre 110 volte. "Non è arte, è semplicemente razzista e sgradevole", ha dichiarato la Arquette, aggiungendo di non tollerare la "carta bianca" che l'industria del cinema ha concesso a Tarantino per decenni. Pur definendo Pulp Fiction un'opera grandiosa, l'attrice ritiene ingiustificabile tale violenza verbale.

La critica della Arquette si aggiunge a quella storica di Spike Lee, che già nel 1997 accusava Tarantino di essere "ossessionato" da quel termine. Di parere opposto è invece Samuel L. Jackson, collaboratore storico del regista, che ha sempre difeso la libertà creativa di Tarantino: "Lui racconta una storia, i suoi personaggi parlano in quel modo perché è la realtà".

Dal canto suo, Tarantino non ha mai fatto marcia indietro: "Nessuna critica sociale ha mai cambiato una sola parola dei miei script", aveva dichiarato tempo fa, rivendicando la totale autonomia dei suoi personaggi. La sfida tra libertà artistica e sensibilità culturale resta dunque apertissima, dividendo il pubblico americano e gli appassionati di cinema di tutto il mondo.

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