l'editoriale
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13 Agosto 2022 - 14:07
(foto di repertorio)
Quando si è adolescenti, e si sta vivendo una fase complicata della vita, anche un fatto banale - come un permesso per un’uscita serale negato - può fare emergere la propria vulnerabilità. E’ quanto accaduto a una ragazza di 14 anni, che vive in una comunità, con altri fanciulli, e gli educatori, a Torino. Voleva uscire, la sera, forse per raggiungere degli amici. Gli educatori, ovviamente, le hanno risposto che di notte si sta a casa, come prevedono le regole della comunità.
La quattordicenne, che ha un passato complicato, è entrata in crisi. Si è chiusa nella stanza, e dopo essersi inflitta dei tagli sulle braccia, si è seduta sul ciglio della finestra, al secondo piano, urlando di volersi buttare giù e di volerla fare finita. Sono stati attimi - in realtà un’ora - di grande paura per gli ospiti e per i residenti del quartiere, che hanno sentito le grida risuonare nella via e visto accorrere le auto della polizia e l’ambulanza del 118. Anche i mezzi dei vigili del fuoco sono stati allertati. Alla fine, la serata si è conclusa con un lieto fine. La ragazzina è stata salvata dagli agenti delle volanti del commissariato San Donato, che sono riusciti - dopo vari tentativi -a bloccarla e a staccarla, non senza difficoltà, dal cornicione. Dopi vari colloqui, con gli agenti, gli educatori e il personale dell’ospedale Maria Vittoria, la fanciulla ha ritrovato la calma e ai poliziotti ha detto: «Grazie».
E’ la sera del dieci agosto e sono appena passate le dieci quando, dalla comunità, parte l’allarme, lanciato da due educatrici: «C’è un ragazza che si è barricata nella stanza e vuole buttarsi giù dalla finestra». L’intervento delle volanti, fin da subito, non si rivela semplice. La fanciulla ha le braccia ferite e non vuole uscire dalla camera. Si sporge nel vuoto, dalla sua finestra. Saranno almeno sei metri di altezza. Gli agenti la vedono seduta sul cornicione, con le gambe penzolanti. Sulle braccia si intravedono tracce di sangue. Lei urla: «Non voglio parlare con nessuno, adesso mi butto giù».
Mentre un agente resta sotto, senza mai perdere «il contatto visivo», un altro sale. Prova a parlarle, a farla allontanare, e ci è quasi riuscito ma quando arrivano i rinforzi la fanciulla torna sul ciglio della finestra gridando: «Non vi avvicinate o mi lancio giù» . I poliziotti le parlano, con calma, e intanto provano a distrarla. Poi, quando è il momento giusto, colgono l’attimo: la bloccano dalla schiena e riescono a staccare le sue mani dal cornicione. L’ambulanza porta la giovane, ferita, al Maria Vittoria. E’ un codice giallo. Fanno più male le ferite dell’anima che quelle fisiche, ma la ragazza è forte. Si riprende, si scusa e dice: «L’ho fatto perché volevo uscire. Ho sbagliato. Vi ringrazio tanto».
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