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La riqualificazione

Nuovi parcheggi e una pista ciclabile per largo Grosseto

La consigliera Maccanti chiede «buon senso» nel realizzare le piste ciclabili per non trasformare Torino in un «far west»

Corso Grosseto

Corso Grosseto

La modifica al progetto del nuovo corso Grosseto, le cui opere di riqualificazione rientrano fra quelle eseguite per il nuovo tunnel ferroviario Torino-Ceres, ha permesso di ricavare 8 parcheggi. Il piano iniziale prevedeva di realizzare «una pista ciclabile a doppio senso di marcia», ha spiegato l’assessora alla Viabilità Chiara Foglietta, nel tratto compreso sul viale di raccordo tra largo Grosseto e la nuova rotonda Stampini. Una pista troppo larga.

«Siamo finiti sulle cronache nazionali per la pista ciclabile più corta e non vorremo ritornarci per la pista più ampia del mondo», ha incalzato la consigliera e deputata leghista Elena Maccanti. Ipotesi iniziale però, scartata e modificata proprio per far spazio ai posti auto. Con il nuovo progetto si è realizzata «una pista ciclabile con due tracciati monodirezionali tra largo Grosseto e la rotatoria», ha proseguito Foglietta.

I posti auto in prossimità delle attività commerciali sono regolamentati con disco orario della durata di 30 minuti. «Chiediamo buon senso per realizzare piste ciclabili – ha detto Maccanti – per non desertificare intere zone come successo in via Nizza». «Ci aspettiamo qualcosa in più rispetto al furore ideologico, che ha trasformato le strade della nostra città in un vero far west».

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