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L'INTERVISTA

Il generale Vannacci: «Mussolini fece uccidere Matteotti e io da giovane facevo i putan tour»

Il candidato della Lega a ruota libera: «Cerco un risultato straordinatio e poi mi lancio con il paracadute su Bruxelles. Io al posto di Salvini? Prima l’Ue»

Generale Roberto Vannacci

Generale Roberto Vannacci

Il tricolore sventola nel cielo mentre, di sottofondo, risuona una musica epica. In primo piano, c'è il generale Roberto Vannacci che guarda fisso in camera e, con le mani, mima il simbolo della Decima Mas da apporre sulla scheda elettorale. In un attimo il candidato capolista per la Lega di Matteo Salvini è su tutti i siti di informazione. L'ennesimo caso mediatico di cui, almeno apparentemente, il generale sempre non curarsi. Anzi, quando lo raggiungiamo al telefono ostenta tranquillità e si concede un momento per chiacchierare della campagna elettorale (e della sua ambizione di battere Meloni). «In questo momento sto lasciando Siena, dove ho fatto una riunione molto bella. Ho tenuto anche il mio primo comizio ad Arezzo».

Generale, ci racconti. Com’è stato?
«Una bellissima esperienza. All’orizzonte giungevano nuvoloni neri e pioggia. Penso siano stati inviati da Bruxelles, dove temono molto il mio arrivo».
Ah sì? È sempre dell'idea di lanciarsi col paracadute su Bruxelles nel caso in cui venisse eletto?
«Direi di sì. Questa battuta l'ho fatta perché me l'avevano chiesto alla Zanzara. Non mi ricordo se Cruciani o Parenzo. Comunque, io ho detto la verità: sarebbe bellissimo. Non so se sarà possibile per via delle tante autorizzazioni necessarie, però mi piacerebbe».
In famiglia cosa ne pensano del suo impegno politico?
«Mia moglie mi ha sempre supportato molto e chiaramente la ringrazio. Continua a starmi accanto, anche se adesso sta percependo un po’ la stanchezza, soprattutto per il fatto che non sono spesso a casa. Anche le mie figlie, hanno 10 o 12 anni, ogni tanto mi rimproverano perché mi dicono che sono troppo assente».
È un segno d'affetto.
«Certo, ma mi tengono il muso perchè sanno che se fossi eletto dovrebbero trasferirsi a Bruxelles».
Nel caso trasferirebbe tutta la famiglia?
«Sì, magari non da subito, ma sicuramente più tardi sì. Chiederei alla mia famiglia di trasferirsi perché a differenza di altre candidature, la mia non è di facciata».
Ha visto la polemica che è derivata dal suo video in cui invita a votare facendo il segno della Decima?
«Ho visto».

E cosa ne pensa?
«Non riesco a comprenderne le motivazioni. L’ho detto chiaramente in modo provocatorio. D'altra parte la X non esiste nell'alfabeto italiano no».
Quindi lo ha fatto per una questione linguistica?
«No, ho solo fatto riferimento a un glorioso reparto della nostra Marina che, dal '40 al '43, ha combattuto con onore. Un reparto dove hanno militato medaglie d'oro al valor militare come Teseo Tesei. La mia vita è stata fortemente influenzata dalla lettura delle imprese di questo fantastico reparto e di questi uomini unici».
E’ una mossa che ha concordato con Salvini?
«No, assolutamente. Anzi, le dirò, io e il ministro Salvini ci sentiamo molto poco. Però vedo che siamo molto intonati nei pensieri».
Ad esempio?
«Nelle dichiarazioni di Stoltenberg o in merito alla recente approvazione da parte del governo Biden in merito all'utilizzo delle armi al di fuori dei confini ucraini. Insomma, la pensiamo alla stessa maniera».
E’ sicuro che non sia stato un tentativo di strizzare l'occhio all'elettorato missino e di rubare (contemporaneamente) voti alla Meloni?
«La trovo una dietrologia un po’ strana. Ma quando ci si riferisce a me c’è sempre un elemento di complottismo impressionante. È stato un appello al voto che aveva lo scopo di attirare l'attenzione degli elettori. È vedo che ci sono riuscito».
In questi giorni, in Parlamento, è stato commemorato Giacomo Matteotti. Meloni ha detto chiaramente che si è trattato di un omicidio commesso da squadristi fascisti. Lei pensa che il mandante fosse l'allora presidente del consiglio Mussolini?
«Guardi, c'è poco da dire: la storia ci ha detto tutto. Non ho nulla da aggiungere».
Ma quindi lo ha commissionato Mussolini?
«Lo dicono gli storici, io mi attengo a quello che dicono loro. Di omicidi ce ne sono stati tanti nella storia. Penso a quello di Vercingetorige. E’ stato strangolato dopo una lunga prigionia»
Sì, ma cosa c’entra Vercingetorige con Matteotti? Sembra quasi che stia cercando un altro titolone di giornale “Matteotti come Vercingetorige”
(ride). «Ma è un omicidio anche quello o no? Non sto negando un fatto storico inequivocabile».
Lei comunque punta a fare il pieno di preferenze. Ha detto di voler superare il milione. Pensa di riuscire a superare Giorgia Meloni?
«Io non sono un politico. So che i numeri sono spesso tiranni, quindi bisogna fare riferimento effettivamente alle percentuali. In genere, in tutto quello che faccio, mi impongo degli obiettivi molto ambiziosi».
La batte Meloni o no?
«Ho la speranza che queste votazioni rivelino qualcosa di sbalorditivo. Ovunque io vada, perché giro ormai da otto mesi per le strade, incontro tantissima gente che mi viene a stringere la mano, mi fa i complimenti e condivide i miei pensieri».
Staremo a vedere. Si ricorda le foto di Matteo Salvini con la maglietta “comunista padano” che indossava neanche troppi anni fa, pronunciando frasi di scherno verso i meridionali? Se otterrà un trionfo, punta ad essere lei il nuovo leader della Lega?
«No, non è quella la mia ambizione. Sinceramente le foto di Salvini non me le ricordo e non le ho viste. In ogni caso, mi sto proponendo come europarlamentare, non come nuovo leader di un partito».


Quindi questa storia della Decima la chiudiamo come una provocazione?
«Assolutamente sì. È un appello che doveva essere molto sentito. E che ha usato un'espressione sicuramente insolita che faceva riferimento a un glorioso reparto della regia Marina, tutto qua».
A lei comunque piace stare al centro delle polemiche, lo può ammettere. 
«Se serve a fare passare messaggi e attirare anche l'attenzione di chi prova simpatia nei confronti delle mie idee, perché no? E' un modo come tanti altri».
Un’ultima domanda se me lo permette.
«Memento audere semper».
Prima ascolti la domanda. E’ vero che da giovane faceva il "puttan tour" con gli amici?
«Guardi, le rispondo con grande sincerità: non esiste, o forse sono pochissimi, gli uomini che non abbiano mai fatto un puttan tour. Ad Amsterdam, da ragazzotti, ci siamo fatti il giro delle signorine che esponevano le loro bellezze in vetrina. Tutto qua, non vedo perché dovrei negarlo. Non è poi una domanda così imbarazzante. Sicuramente non ho mai detto di avere usufruito dei servizi di queste signore».

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