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In Piemonte è già ora dei saldi invernali: scatta la corsa all'affare, spesa media di 150 euro

A Torino e in Piemonte un giro d’affari da mezzo miliardo di euro, in media si spenderanno 300 euro a famiglia

In Piemonte è già ora dei saldi invernali: scatta la corsa all'affare, spesa media di 150 euro

In Piemonte è già ora dei saldi invernali: scatta la corsa all'affare, spesa media di 150 euro

Il fischio d’inizio è fissato per sabato, quando si apriranno ufficialmente i saldi stagionali a Torino e in Piemonte che dureranno ben due mesi, fino al 28 febbraio.

Secondo Ascom Torino la spesa pro capite sarà di circa 137 euro e di 303 euro a famiglia, per un giro di affari di 4,9 miliardi di euro, di cui circa 400 milioni in Piemonte. Più ottimistiche le previsioni di Confesercenti Torino, secondo cui la spesa media sarà di  150 euro,  per un giro d’affari complessivo, in Piemonte, di circa  mezzo miliardo di euro.  «I saldi invernali rappresentano ancora un’occasione importante per molti consumatori, dove il valore non sta solo nello sconto, ma in un’esperienza di acquisto più ampia - sottolinea Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio - in un contesto urbano animato e vissuto non solo dai cittadini, ma anche da numerosi turisti che stanno scegliendo Torino per le vacanze invernali».

«Il 92% dei consumatori - spiegano da Confesercenti sulla base dei dati raccolti con la consueta indagine tra consumatori e commercianti - si dichiara interessato ad approfittare degli sconti». Ma se l’interesse teorico per i saldi è alto, l’acquisto effettivo avverrà soltanto in presenza dell’occasione giusta: il 40% ha già deciso cosa comprare, mentre il  53% comprerà se troverà l’offerta adeguata. 

«Speriamo - dice Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti - che queste previsioni siano confermate, almeno per quanto riguarda l’alta percentuale dei consumatori interessata ai saldi. Purtroppo, il settore dell’abbigliamento, dove si concentra la maggioranza degli acquisti, sconta la concorrenza selvaggia e senza regole del web, ma anche le difficoltà delle famiglie, i cui consumi continuano a essere oculati e prudenti. Ormai per molti il saldo è considerato sostitutivo di spese non fatte e non aggiuntivo: il saldo come occasione per rinnovare il guardaroba, insomma, non per concedersi qualcosa in più».

Come è già successo durante le recenti festività natalizie e anche in occasione dei saldi dello scorso anno, l’87% di chi è interessato ai saldi progetta di acquistare almeno un prodotto in un negozio. Ma l’online è ormai ha un ruolo strutturale: il 54% dichiara che comprerà anche sul web e, per effetto della sovrapposizione tra i due canali, almeno il 41% farà acquisti sia offline sia online. «Qualche segnale positivo di ritorno agli esercizi di vicinato c’è - commenta Banchieri -, ma il web continua a drenare consumi, specialmente fra i giovani. Il valore aggiunto dei negozi è rappresentato dalla possibilità per i consumatori di fare un confronto immediato, dalla qualità reale delle offerte, dagli sconti credibili, dalla consulenza e della fiducia».

Anche quest’anno il meteo favorisce l’acquisto di capi pesanti: cappotti e piumini crescono sino al 27% nelle preferenze degli acquirenti, dopo anni di inverni miti che li avevano fatti trascurare e inchiodati a meno del 15%. Al primo posto maglioni e felpe (58%), seguite da gonne e pantaloni (33%), intimo (32%), magliette e top (30%), camicie (27%) e abiti (26%). Le borse sono al 16%, la biancheria per la casa al 15% e i gioielli al 13%. Anche quest’anno si riscontra un buon interesse per le calzature. Bene l’abbigliamento sportivo e per lo sci.

La maggioranza dei commercianti interpellati da Confesercenti  ritiene che il calendario non aiuti, con una parte della clientela ancora fuori per le feste; per questo sarebbe stato opportuno rimandare l’inizio di qualche giorno. Probabilmente, il vero banco di prova sarà il fine settimana successivo.

Per il fine settimana dei saldi e sino all’Epifania Torino accoglierà tantissimi visitatori: a oggi, si registra un’occupazione delle stanze d’albergo superiore al 90%. «Una presenza massiccia – dice Banchieri – che favorisce non solo alberghi e ristoranti ma anche i negozi: dunque, a compensazione dei torinesi ancora fuori città, un contributo alla riuscita dell’avvio dei saldi potrebbe venire proprio dai turisti».

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