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Film in tv
19 Febbraio 2026 - 06:42
“Gole ruggenti” del 1992
Fermi tutti, c'è il Festival di Sanremo: durante la settimana annuale dedicata alla canzone sembra che in Italia tutto si fermi, non solo in tv (su tutti i canali che non sono Rai 1) ma anche al di fuori, si stoppano gli spettacoli teatrali, si riducono i concerti e anche le uscite cinematografiche sono meno rilevanti.
Chi ci prova, di solito ne paga le conseguenze: forse per questo motivo il rapporto tra festival di Sanremo e altre arti non si è mai sviluppato degnamente, e nonostante la sua fama e la sua importanza nei costumi degli italiani sono tutto sommato molto pochi i film (e le serie tv) che lo raccontano.
Quest'anno la controprogrammazione che i canali Mediaset su tutti tentano per contrastare il Festival muta, e nelle notti da martedì 24 a giovedì 26 febbraio – quando si spera che le oltre trenta canzoni di Sanremo e l'ampio dopo-Festival saranno terminati – chi vorrà continuare a restare nel mood cantereccio dovrà cambiare canale, spostandosi su Rete 4.
Tre film sono infatti previsti in ognuna di quelle notti, legati alla storia del Festival. Si parte nella notte tra martedì e mercoledì, alle 2,45, con “San Remo canta” di Domenico Paolella, interpretato nel 1956 dai veri cantanti Achille Togliani e Domenico Modugno (e molti altri), una sorta di documentario su quella edizione primordiale.
Alle 3,20 di mercoledì notte sarà il turno di “Destinazione Sanremo” del 1959, sempre di Paolella e con Yvonne Monlaur nel cast. Un gruppo di appassionati di musica leggera si trova a viaggiare su di un treno diretto a Sanremo in occasione del Festival della Canzone Italiana: una valanga, però, blocca il convoglio in un paesino di montagna.
Ultimo della serie, alle 3,25 di giovedì notte, “Questo pazzo, pazzo mondo della canzone” di vari registi, datato 1965, con Gianni Morandi, Edoardo Vianello e un giovane Lucio Dalla nel cast. Un film a episodi legati ai successi di alcuni cantanti, tra cui anche Luigi Tenco e Little Tony.
Tre film sul festival, quasi tutti quelli realizzati: cosa manca? Di certo la parodia, “Gole ruggenti” del 1992 con Pippo Franco, Pamela Prati e Valeria Marini, e poco altro. Perché numerosi sono i musicarelli ispirati a canzoni rese note dal festival, ma poche volte il palco di Sanremo è stato vero protagonista (si ricordi anche un “Sanremo – La grande sfida” di Piero Vivarelli e una scena di “FF.SS.” di Renzo Arbore).
Un titolo importante in questo percorso non può non essere la fiction Rai del 2019 “Io sono Mia”, in cui Serena Rossi interpretava con grande trasporto Mia Martini e in cui è assolutamente centrale la performance sul palco dell'Ariston di “Almeno tu nell'universo”, forse la migliore versione “cinematografica” di tutto l'evento. Chi non la ricordasse, può rivederla su Raiplay in attesa dell'edizione 2026 del Festival.
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