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Sorpresa: nel 2026 il Pil del Piemonte meglio di quello del Veneto

Torino decima provincia migliore d’Italia. Merito soprattutto dell’aerospazio, in attesa della 500 ibrida

A trainare l'economia piemontese è soprattutto l'aerospace (nella foto, lo SpacePark di Argotec a San Mauro)

A trainare l'economia piemontese è soprattutto l'aerospace (nella foto, lo SpacePark di Argotec a San Mauro)

Sorpresa: nel 2026 non sarà più il Veneto la “locomotiva” d’Italia. Lo scettro, secondo le stime diffuse dalla Cgia di Mestre, passerà all’Emilia Romagna che dovrebbe veder crescere il proprio Pil dello 0,86%. Ma il nord est non troverà posto neanche sui gradini più bassi del podio, occupati da Lazio (0,78%) e dal Piemonte (0,74%), che quindi accende la freccia sul più ricco e quotato nord est.

A livello nazionale, il Pil nel 2026 dovrebbe superare i 2.300 miliardi di euro, con un incremento di 66 miliardi, pari al +2,9% rispetto al dato del 2025. In termini reali, invece, la crescita rispetto all’anno precedente dovrebbe attestarsi allo 0,7 per cento, sostenuta principalmente dalla ripresa dell’export (+1), dalla stabilità dei consumi delle famiglie (+0,6) e dei consumi della Pubblica Amministrazione (+0,5), mentre si registra un rallentamento degli investimenti (+0,7% rispetto al +2,4 dell’anno appena concluso). Insomma, l’Italia cresce ma lo fa lentamente. Più lentamente, per fare paragoni con i “vicini” europei, anche di Germania e Francia, che già non corrono. «Il nostro Paese continua a manifestare difficoltà nel consolidare una crescita strutturale, prospettando così un ulteriore anno di stagnazione economica che auspichiamo possa essere l’ultimo - si legge nella relazione della Cgia -. Sia chiaro: il problema non è tanto la ciclicità congiunturale, quanto l’assenza di fattori endogeni capaci di sostenere nel tempo l’espansione del Pil». In un quadro grigio, c’è un po’ di ottimismo per la nostra regione. Anche a livello provinciale, infatti, le previsioni sono discrete: Biella si trova al quarto posto assoluto (dietro Varese, Bologna e Reggio Emilia) con un +0,90%, mentre Torino è al decimo con il 0,83%. Asti è 19ª (+0,78%) mentre va male Cuneo, solo 68ª (+0,52%).

Per capire il futuro si può provare a dare uno sguardo al passato. Tra luglio e settembre 2025, nonostante il crollo del settore auto in Italia, in Piemonte la produzione industriale ha segnato un 2,5%, invertendo la tendenza di 5 trimestri negativi e uno in pareggio. Merito soprattutto dell’aerospazio, salito addirittura del 14,1%, mentre nell’auto, nonostante il calo dell’1,9%, si registra una crescita degli ordinativi esteri. Dati che però sono ancora “orfani” dell’ultimo trimestre, quando a Mirafiori, Stellantis ha avviato la produzione della 500 ibrida. Segnali che evidentemente fanno sorridere ma per sapere se l’ottimismo è fondato, dovremo attendere ancora qualche mese. E sperare che le tante e ormai imprevedibili turbolenze in giro per il mondo (dazi, guerre) non finiscano per affossare il “rilancio” piemontese.

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