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Il caso

Il risveglio di Vanchiglia senza check-point

Il lento ritorno alla normalità: via le recinzioni e le scuole vicino Aska riaprono in sicurezza

Il risveglio di Vanchiglia senza check-point

Vanchiglia torna lentamente alla normalità. O almeno ci prova.

Da quell’alba del 18 dicembre. La lunghissima giornata al termine della quale il centro sociale di corso Regina Margherita 47 Askatasuna, veniva sgomberato dalle forze dell’ordine. Da allora corso Regina, agli incroci con via Guastalla, via Buniva e la parallela via Cesare Balbo, era stato “recintato” e presidiato con dei check-point. Un modo per controllare gli accessi nelle immediate vicinanze dell’ex sede del centro sociale solo ai residenti.

Ma ieri, lunedì, 5 gennaio, la rimozione delle barriere metalliche ha avuto inizio. Nell’ultimo comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza la Prefettura ha dato il via libera. «Al fine di far tornare la viabilità veicolare e pedonale», spiega il presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri. Con la rimozione dei betafence, infatti, può tornare a circolare la linea 3 del tram e Vanchiglia può riacquisire una parvenza di normalità, scrollandosi di dosso gli episodi violenti dello scorso dicembre.

Così anche per la scuola dell’infanzia Gianni Rodari, la scuola primaria Leone Fontana - appartenenti all’istituto comprensivo statale Gino Strada - e il nido comunale Il giardino delle fiabe, che avevano dovuto chiudere in anticipo rispetto alle vacanze natalizie e senza preavviso, «si potrà tornare a scuola in sicurezza. Gli istituti sono stati avvisati il 2 gennaio», conferma l’assessora all’Istruzione Carlotta Salerno.

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