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L'iniziativa

“Attori popolari” per un giorno: "Vi spieghiamo il nuovo Fondo sociale Atc"

Le domande possono essere presentate da lunedì 12 gennaio fino al al 30 aprile

“Attori popolari” per un giorno: "Vi spieghiamo il nuovo Fondo sociale Atc"

Manuela, Flavio, Maria Rosaria, Alfonso, Annamaria e Gianni non sono attori, ma per un giorno, e per una buona causa, hanno finto di esserlo. Sono alcuni degli inquilini delle case popolari di corso Cincinnato, zona Lucento, tra i complessi di edilizia popolare più popolosi della città. Che hanno prestato, un po’ impacciati, il loro volto e la loro voce per raccontare una possibilità concreta: quella di non essere lasciati soli quando il proprio reddito non basta più a coprire affitto e bollette.

Cos’è il Fondo
È infatti con un video che agli influencer non ha nulla da invidiare, che l’Agenzia Territoriale della Casa ha annunciato il nuovo Fondo sociale regionale 2026, lo strumento con cui la Regione Piemonte sostiene le famiglie che vivono nelle case popolari e si trovano in una condizione di morosità incolpevole. Come, ad esempio, la perdita inaspettata di lavoro per licenziamento o mancato rinnovo del contratto, la cassa integrazione, un infortunio o una malattia grave, fino al decesso della persona che provvedeva in modo più consistente al reddito del nucleo familiare. Condizioni inattese e a volte traumatiche, che lasciano intere famiglie in difficoltà. Con l’obiettivo di non lasciarle indietro, così, anche quest’anno, il Fondo torna ad aprirsi in una città come Torino, dove il disagio abitativo resta una delle ferite più evidenti.

I termini delle domande
Da lunedì 12 gennaio e fino al 30 aprile sarà possibile presentare domanda agli sportelli dell’Agenzia Territoriale per la Casa oppure online. «Potete telefonare all’Agenzia prendendo un appuntamento, oppure mandare un email», spiega Alfonso, uno degli “attori popolari”. «E se sei pratico del web c’è il portale Atc», chiarisce Annamaria, in grembiule azzurro, di lì a poco intenta a preparare il pranzo. Il contributo è destinato a coprire la morosità maturata nel corso del 2025 e riguarda gli assegnatari Atc con un Isee 2026 non superiore a 7.493 euro. Cosa serve? Un’Isee aggiornata, che può essere richiesta presso il proprio Caf, e il versamento della quota minima prevista dalla Regione, pari al 14 per cento del proprio reddito, entro il 30 aprile. Nel video girato con gli inquilini “influencer per un giorno” il messaggio è semplice: informare e spiegare. Rendere accessibile una misura che spesso rischia di restare sconosciuta proprio a chi ne avrebbe più bisogno. Accanto a loro c’è il presidente di Atc Piemonte Centrale, Maurizio Pedrini, che ribadisce l’importanza di questo strumento. «L’Agenzia si è impegnata a rendere più agevole possibile la presentazione delle domande, che però deve avvenire nel rispetto di termini e scadenze», raccomanda.

Il presidente Atc Maurizio Pedrini insieme alla signora Maria Rosaria

Oltre 7mila richieste
I numeri raccontano una domanda crescente di sostegno: nel 2025 sono state 7.165 le famiglie di Torino e area metropolitana che hanno presentato richiesta, circa 800 in più rispetto all’anno precedente, per un impegno economico complessivo di 9,1 milioni di euro, coperti in gran parte dalla Regione e in misura minore dai Comuni. Per semplificare l’accesso, Atc conferma l’unificazione di Fondo sociale e censimento. Restano attivi inoltre gli sportelli decentrati nei Comuni dell’area metropolitana, per evitare che la distanza o la complessità burocratica diventino un ulteriore ostacolo. Il Fondo sociale non risolve da solo il problema della casa, ma per migliaia di famiglie rappresenta una boccata d’ossigeno, una linea di galleggiamento tra la dignità e il rischio concreto di scivolare ancora più a fondo. Per questo non è un caso, anzi, forse è necessario che a raccontarlo siano proprio loro, gli inquilini: perché dietro ogni domanda c’è una storia, e vite che provano a restare in piedi.

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