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il caso

Barriera, il bar dove si rischia un’altra Crans-Montana: «Discoteca abusiva senza uscite»

La denuncia dei residenti: «Locale non a norma per ballare, in quel posto può succedere una strage»

Gli avventori del Bar Casablanca

Gli avventori del Bar Casablanca

Per entrare nei sotterranei del locale bisogna aprire a chiave due porte, dopodiché si accende la luce in una cantina completamente buia e infine si scendono dei gradini che scricchiolano. Ed è qui che si fanno feste abusive, con balli e canti. «L’uscita di sicurezza nel seminterrato è chiusa dall’interno e dall’esterno», c’era scritto all’interno di una risposta che l’Assessorato al Commercio aveva fornito, a novembre, a Federica Scanderebech, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Civico e autrice di un’interpellanza. «Quella non è un’uscita di sicurezza», affermano i residenti di via Palestrina, a Barriera di Milano, che da mesi sono sul piede di guerra per urla, schiamazzi e feste irregolari che avvengono all’interno del Bar Casablanca, locale che si trova all’angolo con via Chatillon.

Soprattutto, dopo quanto successo a Crans-Montana, con la strage a Capodanno e la morte di 40 persone, la paura di chi abita nel palazzo è che il Casablanca possa, nella peggiore delle ipotesi, trasformarsi in un Constellation. «Le feste sono abusive perché vengono fatte in un locale che non ha il permesso per allestire, nel sotterraneo, una discoteca», così i condomini del palazzo. Il caso del bar di Barriera era finito sulle pagine di TorinoCronaca il 12 ottobre e il 12 novembre scorsi. Musica ad altissimo volume, spaccio di droga e minacce ai residenti (una donna aveva chiamato il 112 facendo attivare il “codice rosso”, dopo le ripetute minacce) e pure le auto danneggiate. Alcune persone, addirittura, per trovare un po’ di pace hanno passato diverse notti in macchina, lontano da via Palestrina. E una donna, in particolare, l’8 dicembre è finita al pronto soccorso: «Non dormivo da tre giorni consecutivi», ha raccontato.

Adesso, dopo quello che è successo in Svizzera a San Silvestro, la paura è raddoppiata: il rischio è che possa capitare un inconveniente durante una notte di balli sfrenati nel sotterraneo. Una location che, al Catasto, risulterebbe registrata come “laboratorio”. Denunce in procura, esposti ai vigili, interpellanze in Circoscrizione 6 e in Comune, chiamate alla polizia (che ad Halloween ha fatto un blitz arrestando anche due clienti che spacciavano droga). Tutto inutile, sembra. Il Casablanca, passato più volte di mano e gestito ora da una signora di nazionalità nigeriana, continua la sua attività. I residenti del palazzo, che hanno minacciato anche di scendere in strada a protestare, si sono rivolti all’avvocato Davide Civallero per portare avanti la loro istanza. «Ma ora temiamo che possa succedere una tragedia - affermano - perché quella discoteca non è a norma e se capita qualcosa di spiacevole non si può uscire in sicurezza».

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