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Il progetto

I guai dell'area Ruffini: il Comune ora corre ai ripari

La Città mette una pezza ma per risolvere i problemi legati alla pavimentazione si attende l'esito del bando regionale; entro febbraio completati gli interventi alle porte delle aree calcio del parco Ruffini

Campetti nuovi ma senza porte: il caso del Parco Ruffini

Fango, ristagni d’acqua e accessi spesso impraticabili intorno al palazzetto dello sport Pala Gianni Asti (ex Pala Ruffino) continuano a creare disagi, soprattutto nei giorni di pioggia. Il problema, che per forza di cose abbraccia tutta l'area verdi circostante, del Ruffini, è finito al centro del dibattito in Sala Orologio questa mattina, su richiesta della consigliera 5S Dorotea Castiglione. A fare il punto gli assessori Francesco Tresso (Verde) e Mimmo Carretta (Sport).

«Bisogna distinguere – ha spiegato Tresso – tra le aree che circondano il palazzetto e il perimetro del parco». Se all’interno la situazione è sotto controllo, e non ci sono - dopo il sorvolo con droni - problemi strutturali, all’esterno il drenaggio insufficiente della pavimentazione provoca spesso ristagni di fango che rendono difficoltoso, quando non impossibile, l’accesso alla struttura. «C’è un progetto strutturale in corso per migliorare il drenaggio delle acque – ha aggiunto – ma è un intervento che va inserito in un piano straordinario».

Nel frattempo, l’assessorato al Verde punta su un pronto intervento per rendere almeno praticabile la rampa d'accesso al palazzetto: «Con fondi residui del 2025 prevediamo un intervento immediato contro le pozzanghere, con una spesa di qualche migliaio di euro, comprese rampe pavimentate».

Più complesso, invece, il progetto di rifacimento complessivo della pavimentazione. La Città ha partecipato a un bando regionale, chiuso lo scorso 20 ottobre - ma prorogato a fine gennaio - che consente esclusivamente di intervenire sulle superfici asfaltate, rimuovendole e sostituendole con materiali più permeabili. L’importo massimo finanziabile è di 1,5 milioni di euro, con fondi a destinazione vincolata. «Non c’è elasticità – hanno chiarito dagli Uffici del Verde pubblico – e i tempi non sono brevi: l’esito non arriverà prima di 180 giorni, poi servirà la progettazione. Se tutto va bene, si potrà partire non prima di settembre». L’idea allo studio è quella di ridurre l’asfalto e aumentare le superfici verdi, dimezzando le aree impermeabili. Ma facendo fare alla burocrazia il percorso necessario, non se ne parlerà prima di luglio o settembre.

Sul fronte sportivo, l’assessore Mimmo Carretta ha ricordato come intervenire su una struttura così utilizzata sia particolarmente complesso: «Parliamo di oltre 100 eventi l’anno, senza contare allestimenti e disallestimenti. Ieri, per esempio, c’è stata una partita di pallavolo da sold out. È difficile trovare finestre libere per i lavori».

Negli ultimi anni, tuttavia, alcuni interventi sono già stati completati: nuova illuminazione e lavori imponenti, da 2,4 milioni per il nuovo impianto - lo Stadio Nebiolo - finanziato dal Pnrr.

Infine uno sguardo al Parco Ruffini, dove nei due nuovi campi sportivi mancano ancora le porte. Come emerso da un'interpellanza del vicecapogruppo di Torino Bellissima Pierlucio Firrao, qualche mese fa, il collaudo era stato contestato: «Ma le porte saranno riposizionate entro febbraio», conferma Carretta.

Soddisfatta anche la consigliera Castiglione, che conclude con un appello agli assessori: «Sappiamo che gli interventi sono onerosi. Per questo chiediamo di valutare partecipazione a tutti i bandi possibili».

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