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Commercio locale

Barriera di Milano, richiesta da circa 14 mila euro a un nuovo bar

La segnalazione arriva da Giancarlo Nardozzi, presidente di Goia Fenapi, che definisce l’importo non sostenibile per una piccola attività

Barriera di Milano, richiesta da circa 14 mila euro a un nuovo bar

Immagine di repertorio

Un nuovo bar aperto in Barriera di Milano ha ricevuto dal Comune di Torino una richiesta di pagamento di circa 14.000 euro, indicata come legata a costi per parcheggi. La segnalazione arriva da Giancarlo Nardozzi, presidente di Goia Fenapi, che definisce l’importo non sostenibile per una piccola attività e sostiene che la voce contestata riguardi “parcheggi che di fatto non esistono”.

Secondo quanto riferito da Nardozzi, la richiesta economica è arrivata a pochi giorni dall’inaugurazione dell’esercizio. In occasione dell’apertura erano presenti anche esponenti politici e si era parlato di rilancio commerciale e rigenerazione dell’area. La successiva notifica di pagamento, sempre secondo la ricostruzione del Goia, avrebbe colto di sorpresa il titolare, che si sarebbe rivolto all’associazione per chiarimenti e supporto.

Nardozzi afferma che, se il gestore avesse conosciuto in anticipo l’entità dei costi richiesti, avrebbe rivalutato l’avvio dell’attività. A suo giudizio, la situazione rischia di portare a una chiusura immediata, con conseguenze anche sul tessuto commerciale del quartiere.

Il presidente del Goia Fenapi collega il caso al tema più ampio della sostenibilità economica delle imprese di prossimità in zone considerate fragili. In particolare, chiede al Comune misure di agevolazione e una riduzione della pressione fiscale locale per le attività che investono in Barriera di Milano, indicando come obiettivo quello di evitare che l’apertura di esercizi venga scoraggiata da costi iniziali ritenuti eccessivi.

Nardozzi sostiene inoltre che la presenza di negozi e locali attivi possa contribuire a mantenere servizi e presidio sul territorio e chiede interventi “concreti” oltre agli annunci istituzionali legati alle inaugurazioni. La richiesta è che il caso venga esaminato e che, più in generale, vengano valutati strumenti di sostegno per chi avvia o mantiene attività in quell’area della città.

Al momento, nella ricostruzione riportata, non vengono indicati ulteriori dettagli sulla natura amministrativa della richiesta né eventuali verifiche in corso. L’associazione chiede un confronto con l’amministrazione comunale per chiarire le voci di spesa e valutare possibili soluzioni.

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