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DR, fatturato record di 1,3 miliardi grazie al GPL (e produce più di Mirafiori)

Un 2025 da record con 34.286 immatricolazioni, 80% bi‑fuel; nel 2026 spinta sui mercati esteri e rilancio marchi storici

DR chiude il 2025 con 34.286 immatricolazioni: fatturato record e 80% di modelli benzina/Gpl

Mentre Stellantis punta all'Africa e rivede silenziosamente le sue strategie per l'Italia, altri produttori erodono quote di mercato ma soprattutto fanno fatturati miliardari e c'è chi arriva a immatricolare l'equivalente della produzione di un anno di Mirafiori (o quasi). 

È il caso della DR Automobiles di Marco Di Risio, produttore "italiano" ma nella realtà assemblatore di pezzi cinesi, che il mercato automotive osserva come un caso particolare da molto tempo. Soprattutto perché il 2025 si è tramutato in un anno d'oro in barba al green deal, anzi puntando sul "vecchio" Gpl.

Numeri alla mano, il gruppo DR archivia il 2025 con una crescita misurabile: 34.286 immatricolazioni complessive (Mirafiori, secondo il rapporto Fim, ha prodotto in tutto 30mila auto) e un fatturato cumulato di 1,3 miliardi di euro. Una “cifra record”, come sottolinea la società in una nota, che “testimonia il consolidamento del gruppo in 20 anni di presenza sul mercato”. A trainare l’offerta, l’80% delle vendite composto da modelli bi‑fuel benzina/Gpl, scelta pragmatica che intercetta la domanda di mobilità accessibile e flessibile.



Nel corso dell’anno il gruppo si è concentrato su strategie di sviluppo e sui processi di omologazione in vista dell’entrata a regime degli standard Euro 7. Un lavoro sotterraneo ma decisivo per mettere in sicurezza la gamma e accompagnare la transizione normativa senza scosse per la rete e per i clienti.

Capitolo post‑vendita: riorganizzato con un management completamente nuovo e supportato da un sistema operativo dedicato alla gestione dei ricambi. Un tassello che vale quanto una nuova vettura in listino, perché riduce tempi di fermo e migliora l’esperienza del cliente. Sul fronte industriale, è stato avviato un nuovo impianto automatizzato, affiancato a quello inaugurato due anni fa, per irrobustire capacità e continuità produttiva.

DR Automobiles Groupe presidia oggi sei brand — EVO, DR, Sportequipe, Tiger, ICH‑X e Birba — per un totale di 23 car-line. In Italia può contare su un network di 412 dealer e 421 centri di assistenza: una copertura che punta a trasformare volumi in fidelizzazione, lavorando sul territorio.

La quota di mercato, in Italia, supera ormai stabilmente il 2% - nel settore privato l'8% - ma è sul piano internazionale che il 2026 segna il rafforzamento dei mercati esteri con una divisione dedicata. Dopo Spagna, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia, il perimetro si allargherà a Belgio, Francia e Germania. Una strategia graduale, che punta a capitalizzare la spinta commerciale dei bi‑fuel e l’allineamento ai nuovi standard europei.

Da capire se e quanto sarà superata la nomea - e la prassi - della cosiddetta "fabbrica cacciavite" e se il Gruppo aumenterà la produzione autoctona di componenti. Soprattutto alla luce del rilancio di marchi storici come Itala e Osca, al momento annunciato con spot dedicati.

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