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Automotive
26 Novembre 2025 - 13:50
Con una campagna televisiva “no brand” che ha stuzzicato la curiosità degli appassionati, Massimo Di Risio, fondatore di DR Automobiles Groupe, ha fatto capire che il progetto è ormai maturo: riportare in strada due nomi iconici della tradizione automobilistica italiana, Osca e Itala. È un passaggio strategico che segna la diversificazione del gruppo, finora focalizzato su modelli di fascia media di origine cinese, verso prodotti più caratterizzati e ambiziosi.
Investimenti e lavoro: due impianti, 84 posti salvati
Secondo fonti sindacali, l’operazione vale 50 milioni di euro. La produzione farà perno sullo stabilimento di Macchia d’Isernia, in Molise, affiancato da un nuovo impianto ad Anagni, nell’area che ospitava Saxa Gres. La riconversione industriale è affidata alla controllata Jarama e, elemento non secondario, consentirà di salvaguardare 84 posti di lavoro. Un segnale industriale concreto in un momento in cui la filiera dell’auto cerca nuovi equilibri.
Osca sportiva globale, Itala suv di alta gamma
Le indiscrezioni indicano per la Osca una vocazione sportiva senza compromessi, con un 2.0 di origine Lotus e ambizioni internazionali: nel mirino Nord America ed Estremo Oriente. Per Itala, il cantiere è orientato a un suv-crossover di livello elevato, di grandi dimensioni e forte eleganza, pensato per riportare il nome tra le proposte premium.
Le incognite e la posta in gioco
Scommettere su due marchi storici comporta opportunità e rischi. Da un lato, il patrimonio simbolico, unito a investimenti mirati, può generare prodotti distintivi in un mercato spesso omologato. Dall’altro, serviranno coerenza tecnica, qualità percepita e una rete commerciale all’altezza per dare sostanza ai nomi in cartello. La chiave sarà trasformare il richiamo del passato in credibilità contemporanea, dal design alla dinamica di guida, dall’assistenza post-vendita alla capacità di presidiare i mercati esteri indicati come prioritari.
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