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Automotive & Finanza

Ferrari, Elkann e il figlio del Drake rinnovano il patto parasociale: ecco cosa significa (e perché non era scontato)

Governance blindata fino al 2029 nell'accordo fra Exor e il Trust Piero Ferrari. Ora attenzione al mercato e alla Formula 1 voti

Exor e Piero Ferrari rinnovano il patto sulla casa di Maranello: governance blindata fino al 2029

Exor e Piero Ferrari, insieme al Trust Piero Ferrari, hanno annunciato il rinnovo dell’accordo tra azionisti relativo a Ferrari. L’intesa, che conferma l’allineamento tra le parti e l’impegno nel sostenere la strategia del Cavallino Rampante, entrerà in vigore allo scadere del patto attuale (4 gennaio 2026) e avrà durata triennale, fino al 4 gennaio 2029, con rinnovo automatico per un ulteriore triennio salvo recesso nei termini previsti.



Che cosa prevede l'accordo
Il nuovo patto introduce meccanismi di consultazione per coordinare le posizioni dei firmatari nelle decisioni assembleari di Ferrari. In caso di trasferimento di azioni a terzi, sono previsti diritti reciproci di prelazione, a tutela dell’assetto proprietario e della stabilità di lungo periodo. La struttura dell’intesa, quindi, rafforza l’unità di indirizzo su dossier strategici e assicura margini di prevedibilità nella governance.

Le quote in gioco
Il rinnovo del patto para-sociale “blinda” circa il 32% del capitale di Ferrari e il 48% dei diritti di voto. Dopo la cessione del 4% nel 2025, la partecipazione di Exor era scesa al 20,7% del capitale, per poi risalire a circa il 21,2%, corrispondente al 32,17% dei diritti di voto. Piero Ferrari detiene circa il 10,6% del capitale e il 16% dei diritti di voto. La differenza tra capitale e voti riflette i meccanismi di voto maggiorato previsti dallo statuto, che premiano la stabilità degli azionisti di lungo corso.



Perché conta per il mercato
Per la società di Maranello, l’accordo rappresenta una garanzia di continuità nella gestione e nella visione industriale, in una fase in cui la reputazione del marchio e la coerenza strategica sono fattori chiave per la creazione di valore. La combinazione tra consultazioni strutturate e prelazioni riduce il rischio di cambiamenti improvvisi nella base azionaria, salvaguardando gli obiettivi di lungo periodo e il posizionamento del brand sui mercati globali. Per gli investitori, la conferma del patto è un segnale di stabilità: un presidio che, sommato alla disciplina finanziaria della società, tende a supportare la prevedibilità delle decisioni e la tenuta della governance. Aspetti niente affatto scontati, ricordando la cessione - nei mesi scorsi - del 4% delle quote da parte di Exor, per monetizzare in vista di nuovi investimenti.

La cornice di governance
Il coinvolgimento del Trust Piero Ferrari, accanto a Exor guidata da John Elkann, rafforza il legame tra l’azionariato storico e la holding di riferimento. La collaborazione formalizzata riduce il rischio di disallineamenti in assemblea e consolida un perimetro di controllo che, senza forzature, difende l’identità della casa di Maranello e la capacità di esecuzione del suo piano industriale. Anche qui un tema delicato, dovendo fare i conti con la svolta elettrica - parziale - che al momento non ha soddisfatto gli analisti e neppure la Borsa; e poi la questione sportiva, con la Scuderia Ferrari che in Formula 1 è da troppo tempo a secco di titoli (con l'ultima stagione da dimenticare).

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