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Nel torinese: 360 mila contatori smart contro le perdite idriche

Installazione di 360 mila apparecchi smart per letture frequenti e individuazione rapida delle perdite sulla rete idrica

Nel torinese

Immagine di repertorio

Entro 12 mesi nel Torinese dovrebbero essere installati contatori intelligenti in abitazioni e aziende, con l’obiettivo di rilevare perdite d’acqua e anomalie di consumo in tempi rapidi. L’intervento è parte di un investimento da 50 milioni di euro con cui Smat sta sostituendo i misuratori tradizionali con 360 mila dispositivi smart. Secondo i dati forniti dalla società, ne sono già stati posati 300 mila, pari a circa l’80% del totale.

Una parte dei nuovi contatori è già operativa con letture ripetute nel corso della giornata: 250 mila apparecchi vengono monitorati fino a 24 volte al giorno tramite tecnologia LoRaWAN. Il sistema consente di incrociare i consumi e segnalare valori anomali, permettendo di indirizzare le verifiche sul tratto di rete in cui potrebbe esserci una perdita. In base alle informazioni tecniche disponibili — tra cui anno di posa, materiale, numero di riparazioni precedenti e pressione di esercizio — Smat può valutare se procedere con una riparazione o con la sostituzione della tubazione.

La sostituzione dei contatori incide anche sulla fatturazione: le bollette non si basano più su stime, ma su letture puntuali e continue, riducendo lo scostamento tra consumi reali e importi addebitati.

Per Smat, il progetto è collegato anche alla riduzione della dispersione idrica e alla programmazione degli interventi sulla rete. L’amministratore delegato Armando Pizzo ha spiegato, in audizione in prima commissione (presieduta da Anna Borasi), che l’obiettivo è passare da una manutenzione reattiva — dopo il guasto — a una gestione predittiva, orientata ad anticipare le criticità.

Parallelamente, i fondi per la sostituzione delle condutture sono aumentati: in un anno i budget sono passati da 13 a 26 milioni di euro. La rete torinese presenta tratti con età fino a 70 anni e perdite stimate intorno al 24%, con differenze tra zone. Per migliorare l’individuazione delle dispersioni, il territorio è stato suddiviso in 533 distretti idraulici, così da localizzare con maggiore precisione i punti in cui si registra un consumo anomalo o una perdita significativa.

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