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«Pregiudicata» in Aula, scintille tra M5S e FdI: il caso Appendino infiamma Montecitorio

Trancassini attacca l'ex sindaca per aver dato della "tronista" a Meloni; M5S protesta e chiede sanzioni

«pregiudicata» in Aula, scintille tra M5S e FdI: il caso Appendino infiamma Montecitorio

Una bagarre in Aula accende la seduta dedicata alla richiesta, avanzata dalle opposizioni, di un’informativa della premier sulla politica estera e sul Consiglio europeo. La miccia: l’intervento di Chiara Appendino (M5S), ex sindaca di Torino, duro verso Giorgia Meloni; la scintilla: la replica del questore della Camera Paolo Trancassini (FdI), che ha definito Appendino «pregiudicata», provocando la levata di scudi dei pentastellati e l’intervento della vicepresidentessa di turno, Anna Ascani, per richiamare l’Aula alla misura.


Appendino ha accusato la presidente del Consiglio di essersi «finta morta» invece di riferire in Parlamento sulla linea del governo, per poi «mandare avanti tre ministri con tre posizioni» e, infine, scegliere «di fare una cosa che sa fare benissimo: andare da Vespa a fare la spettatrice, la cronista». Secondo Trancassini, l’ex sindaca avrebbe dato per due volte della «tronista» alla premier. Da qui l’attacco: «Chiederei di stigmatizzare l’intervento della pregiudicata Appendino». Alle proteste dei banchi M5S, il questore ha ribadito: «Mi attengo ai fatti di cronaca: è una persona condannata in via definitiva».

La vicepresidente di turno Ascani ha richiamato tutti a un linguaggio consono: «In quest’Aula nessuno può offendere nessuno. Prego di mantenere il livello del dibattito degno del luogo in cui ci troviamo». Dalle file M5S, la deputata Carmela Auriemma ha chiesto «un processo disciplinare verso questo questore che offende in maniera gratuita e spropositata», ricordando che «colleghi sono stati sanzionati per molto meno». Dalla maggioranza sono piovuti «buuu», mentre la Presidenza — ha riferito Ascani — valuterà il da farsi.

Al centro, resta la richiesta delle opposizioni di un passaggio parlamentare sulla postura internazionale dell’esecutivo e sugli esiti del Consiglio europeo. La critica di Appendino ha colpito la scelta della premier di affidare a tre ministri, con «tre posizioni», la rappresentanza pubblica della linea di governo, e di intervenire poi in televisione. La maggioranza ha respinto le accuse, rivendicando il rispetto delle prerogative dell’esecutivo. Sullo sfondo, un clima parlamentare sempre più teso, dove lessico e toni rischiano di oscurare il merito delle questioni.

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