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La curiosità

Non solo cinema: i segreti esoterici della Mole che stregarono anche Nietzsche

Tra punti di simmetria perfetti e l'ossessione di Nietzsche, viaggio al centro della cupola dove l'architettura di Antonelli diventa un’antenna per la magia bianca

Non solo cinema: i segreti esoterici della Mole che stregarono anche Nietzsche

Alessandro Antonelli non era solo un architetto visionario, ma un maestro della statica e della geometria. Si dice che esista un punto esatto, situato nel cuore dell'aula del Tempio, il grande spazio centrale dove oggi si trova il Museo Nazionale del Cinema, in cui l'occhio umano percepisce una perfezione geometrica che altrove svanisce.

Antonelli ha progettato la Mole con una verticalità estrema, sfidando le leggi della fisica dell'epoca, è infatti una delle strutture in muratura più alte del mondo. Posizionandosi esattamente al centro della sala, alzando lo sguardo verso la cupola, si percepisce un effetto di simmetria assoluta: le linee rette sembrano curvarsi verso l'alto e l'intera struttura appare inclinata verso l'osservatore, quasi a volerlo avvolgere, senza mai dare l'idea di crollare.

Secondo gli esperti di esoterismo torinese, questo punto non sarebbe solo un virtuosismo architettonico, ma una vera e propria antenna spirituale. Torino, assieme a Praga e Lione, è considerata uno dei vertici del triangolo della magia bianca, ossia l'insieme di pratiche, riti e incantesimi basati su intenzioni positive, altruistiche e in armonia con le leggi della natura e del cosmo.
La Mole, con la sua guglia altissima, agirebbe come un catalizzatore di energia cosmica. Quel punto preciso all'interno rappresenterebbe l' Omphalos, l'ombelico, il punto di contatto tra terra e cielo. Chi sosta in quel punto, secondo la leggenda, potrebbe percepire una sensazione di equilibrio perfetto e pace interiore.

Si racconta che Friedrich Nietzsche, che visse a Torino proprio mentre la Mole veniva ultimata, ne fosse ossessionato. Scrisse che la Mole era "l'opera architettonica più geniale mai creata", definendola quasi un’entità vivente. Alcuni sostengono che il filosofo passasse ore a studiare quella simmetria per cercare un senso all'infinito.

In cima alla Mole, prima della ricostruzione della guglia abbattuta dal nubifragio del 1953, c'era una stella. Molti ritengono che la forma stessa della pianta della Mole e la proiezione delle sue ombre siano calcolate secondo precisi rapporti astronomici.

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