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La novità
27 Gennaio 2026 - 07:35
Temperature che nella notte rasentano - o ci arrivano - lo zero spesso non li dissuadono dalla “vita della strada”. Anzi, tutt’al più li spingono a ingegnarsi contro il freddo. Qualche coperta in più. Un cartone per quella poca privacy e un telo di plastica per la pioggia. E si supera la notte.
Nelle vie del centro, tra decorazioni sabaude, c’è chi della strada ha fatto la sua casa e dei portici il proprio tetto. Di notte diventano dei cumuli di coperte nascosti negli angolini più tiepidi della città mimetizzati, di giorno quasi un ornamento della via poco notati.
Così, nell’auspicio di farli finalmente contare, Torino, ieri, come altre 14 città italiane, ha dato il via al censimento delle persone senza dimora. Promossa dall’Istat, l’iniziativa “Tutti contano” - una sorta di appello degli abitanti delle strade - vuole raccogliere informazioni su di loro e sulle loro condizioni di vita.
A guidare “la conta” gli assessori Jacopo Rosatelli (con delega alle Politiche Sociali) e Marco Porcedda (assessore alla Sicurezza). Accanto a loro i più di 400 volontari e operatori sociali che hanno risposto all’appello.
La campagna nazionale era partita già da inizio gennaio, con l’obiettivo di reclutare volontari e sensibilizzare l’opinione pubblica su una realtà spesso invisibile. Con testimonial di peso dal mondo della cultura e dello spettacolo, tra cui Luciana Littizzetto e Carlo Lucarelli.
Il modus operandi
La città è stata divisa in 125 aree, raggruppate in 10 “cluster”, ovvero raggruppamenti, di riferimento. «Per alcune, come il sottopasso Donat-Cattin o il parco Sempione, giudicate pericolose i volontari saranno accompagnati da agenti della polizia locale in divisa», racconta Emanuele Mosso, educatore presso l’impresa sociale Strane Idee e responsabile insieme a Pamela Cherchi, del coordinamento delle attività. La conta è iniziata intorno alle 20 di ieri sera e durata fino alle 22.30.
Domani, invece, partirà la seconda tranche. Quella più impegnativa, delle interviste. «Il 28 e il 29 gennaio, si procederà, su base volontaria. L’obiettivo Istat - continua Mosso - è quello di raggiungere il 40 per cento dei soggetti di sesso maschile e il 100 per cento delle donne, perché più fragili».
Problema di decoro?
Tra gli obiettivi quello di tenere separati e affrontare in modo diverso «fenomeni che fanno riferimento a povertà accentuata con i problemi di decoro. Non li mettiamo sullo stesso livello», precisa l’assessore Porcedda. «Possiamo gestirli in modo puntuale se abbiamo costante ritorno informativo su quali sono le dinamiche di comportamento che violano il decoro e quali quelle che attengono a povertà e stato di necessità di persone costrette a vivere per strada», aggiunge.
Le strutture comunali
Sul piano delle risposte strutturali, la Città oggi mette in campo diversi strumenti. Sono 77 i posti disponibili in strutture abitative temporanee residenziali e semiresidenziali in concessione, a cui si aggiungono 100 inserimenti abitativi permanenti garantiti dal servizio Housing First Torino, alloggi di autonomia, come la Casa d’accoglienza femminile di via Pacini. Altri 93 posti sono previsti negli alloggi per inserimenti abitativi temporanei in coprogettazione, mentre 50 persone sono seguite dal servizio di sostegno per i neoassegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica.
«Ogni sera c’è un equipe che “aggancia” persone in strada proponendo loro prospettive di inserimento sociale. Alcune accettano, altre no, noi dobbiamo capire le ragioni e mettere in campo azioni perspicaci. L’indagine ha proprio lo scopo di capirlo», conclude Rosatelli.
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