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Curiosità torinesi

Giacometta: la maschera torinese che incanta il Carnevale

Compagna di Gianduja, simbolo di saggezza e operosità femminile, percorre le strade di Torino tra dolci, sorrisi e tradizione secolare

Giacometta: la maschera torinese che incanta il Carnevale

Quando si parla di Carnevale torinese, il pensiero corre subito a Gianduja, la celebre maschera che da secoli allieta le strade della città. Ma accanto a lui, da sempre, c’è una presenza altrettanto iconica e affascinante: Giacometta, la sua compagna, spirito femminile del Carnevale che porta con sé saggezza, operosità e un pizzico di malizia.

Le origini di Giacometta risalgono a circa tre secoli fa, nella vicina Asti, dove nacque inizialmente sotto forma di burattino. Con il passare del tempo, la figura si consolidò come maschera del Carnevale e protagonista di spettacoli teatrali, fino a raggiungere il cuore della Torino ricca e vivace dei primi del Novecento. Tradizione vuole che nei giorni di festa Giacometta e Gianduja sfilino in carrozza per le vie della città, distribuendo dolci ai bambini e trasformando ogni angolo in un piccolo teatro a cielo aperto.

L’aspetto di Giacometta racconta da solo la sua personalità: snella ma robusta, indossa gonne lunghe e ampie ispirate agli abiti folkloristici piemontesi, accompagnate da camicie con scialle, un alto copricapo e il classico grembiule bianco che ne sottolinea il ruolo di instancabile lavoratrice. Ogni dettaglio del suo costume parla di praticità, forza e dedizione, qualità che riflettono il carattere della donna piemontese.

E se Gianduja incarna la maschera maschile del Carnevale, Giacometta ne è il perfetto complemento femminile: coraggiosa, pragmatica, generosa e sempre pronta a offrire buon senso e aiuto a chi ne ha bisogno. Dietro la sua aria dolce e gentile si nasconde un temperamento vivace e malizioso, capace di trasformare anche i momenti più complicati in occasione di allegria e leggerezza.

Giacometta non è solo un costume o un personaggio: è un simbolo della cultura piemontese, della laboriosità delle donne e della gioia che il Carnevale porta nelle strade. In ogni sfilata e in ogni gesto di generosità, la maschera continua a raccontare una storia antica, fatta di tradizione, teatro e sorrisi condivisi.

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