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30 Gennaio 2026 - 13:35
La Giunta regionale è chiamata a chiarire se intenda procedere o meno al ripristino delle corse ferroviarie sulla linea Torino–Cuneo sospese durante l’emergenza Covid. La richiesta arriva dalla consigliera regionale Marro (Alleanza Verdi Sinistra) dopo la bocciatura, in Consiglio regionale, dell’Ordine del Giorno collegato al bilancio 2026–2028 che proponeva il ritorno stabile di due collegamenti considerati strategici per i pendolari: la corsa delle 4.19 da Cuneo e quella delle 23.35 da Torino.
Secondo la consigliera, si tratta di un servizio fondamentale per lavoratori e studenti diretti verso il capoluogo piemontese e per chi rientra in tarda serata. “Per migliaia di persone – sottolinea Marro – queste corse rappresentano la possibilità concreta di utilizzare il trasporto pubblico”.
Il tema era già stato affrontato in precedenza attraverso un’interrogazione consiliare, alla quale l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi aveva risposto confermando l’intenzione della Giunta di riattivare i collegamenti, indicando anche la copertura finanziaria sulla base di uno studio tecnico-economico regionale. Nonostante ciò, le corse non sono mai tornate operative.
A pesare sul dibattito è anche quanto avvenuto nel luglio 2025, quando il Consiglio regionale aveva approvato all’unanimità l’Ordine del Giorno n. 273, presentato dal consigliere di maggioranza Sacchetto (FdI) e sottoscritto anche da Marro, che impegnava la Giunta al ripristino delle stesse corse. Un impegno che, ad oggi, non ha trovato attuazione.
“Di fronte a un atto dai contenuti identici – evidenzia la consigliera – la maggioranza ha cambiato orientamento senza fornire spiegazioni tecniche o finanziarie, limitandosi a respingere la proposta perché presentata dalla minoranza”.
Nel corso della stessa seduta è stata inoltre bocciata la mozione sulla creazione di una linea di finanziamento regionale per la riqualificazione e la valorizzazione delle stazioni ferroviarie, considerate presìdi di sicurezza, socialità e rigenerazione urbana. Marro richiama esperienze già avviate in Piemonte, come il Movicentro di Cuneo, il Caffè Sociale di Mondovì e i progetti di riuso degli spazi ferroviari a Ivrea, sottolineando la necessità di un sostegno strutturale della Regione e di una regia istituzionale nel rapporto con RFI.
“La bocciatura di questi atti – conclude Marro – lascia aperta la questione del potenziamento del servizio ferroviario sulla Torino–Cuneo e del ruolo strategico delle stazioni nelle politiche regionali per la mobilità”.
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