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Come distinguere l’influenza stagionale dalle nuove varianti secondo i medici

Ospedali torinesi sotto pressione: la guida per riconoscere i sintomi ed evitare corse inutili al pronto soccorso

Come distinguere l’influenza stagionale dalle nuove varianti secondo i medici Piemontesi

A Torino, il picco influenzale di fine gennaio sta colpendo duramente. Con le temperature che faticano a salire sopra lo zero, le farmacie torinesi sono prese d'assalto e i medici di base segnalano centralini bollenti. Ma la domanda che tutti si pongono davanti al termometro che sale è una sola: ¿ è la solita influenza o una nuova variante del virus?.

Secondo gli esperti della sanità piemontese, i segnali possono essere molto simili, ma esistono differenze sottili. L’influenza stagionale quest'anno si presenta con un esordio brusco: febbre alta, spesso sopra i 38.5°C, forti dolori muscolari e stanchezza estrema. Le nuove varianti dei virus respiratori, invece, tendono a colpire di più le alte vie aeree: mal di gola persistente, naso che cola e una tosse secca che fatica a passare, mentre la febbre può restare più bassa ma durare più giorni.

"Non bisogna farsi prendere dal panico", spiegano i medici dei distretti sanitari torinesi. Il consiglio è di monitorare i sintomi per le prime 48 ore restando a riposo. La corsa al pronto soccorso è necessaria solo in caso di gravi difficoltà respiratorie o se la febbre non scende minimamente con i comuni antipiretici. Per chi vive a Torino e provincia, è fondamentale consultare il proprio medico di medicina generale prima di decidere per un ricovero.

Oltre al riposo, la parola d'ordine resta la prevenzione: l'uso della mascherina sui mezzi GTT affollati e il lavaggio frequente delle mani sono ancora le barriere più efficaci contro il contagio, che in queste settimane sta viaggiando velocissimo soprattutto nelle scuole e negli uffici del centro.

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